L’autointervista. La classe non è ha età …

Cari lettori di Calciomagazine.net, oggi debutta sulle nostre pagine una nuova rubrica di cadenza settimanale, che consisterà in una immaginaria autointervista in cui verranno trattati di volta in volta gli argomenti di maggior richiamo. Qualcosa di originale che speriamo possa essere di vs gradimento. Inauguriamo questa rubrica parlando del tema:

LA CLASSE NON HA ETA’

Come mai, secondo lei, un giocatore di così alta caratura come Del Piero fatica a trovare spazio nell’attuale Juventus di Delneri? E’ solo colpa dell’età o c’entra anche il suo rendimento?

R – Sì, solo l’età, non vedo altri motivi. In Italia purtroppo non sempre si tiene conto delle qualità di un giocatore, specie se questi ha superato la trentina. Abbiamo la mentalità chiusa. Per noi un 35enne non può garantire l’apporto auspicato, a prescindere dal rendimento. Baggio lo davano per finito già ai tempi del Milan. Poi continuò sino alla soglia dei 38 anni, lasciando il calcio pur essendo in uno stato di forma sfavillante. E pensare che gli ultimi 4 anni di carriera ha dovuto dilettarsi nel Brescia, e non, come avrebbe meritato, in una big.

Per non parlare di Zola, che chiuse a 39 anni, con una doppietta a Torino, alla Juve: anche lui bistrattato dalle italiane, e dalla Nazionale. Ma potremmo continuare la lista di fuoriclasse sottovalutati, da R.Mancini a Vialli … Ora è il turno di Del Piero. Lo davano per finito dopo l’infortunio del ’98. Quando arrivò Capello, nel 2004, c’era chi gli pronosticava un suo trasferimento in una provinciale, per svecchiare: ed aveva 30 anni! Per fortuna Del Piero ha smentito tutti coi fatti, e coi gol. Anche nel 2007 dissero che era sul viale del tramonto: poi fu capocannoniere. Nel 2008 fu definito addirittura una zavorra: pochi giorni dopo siglò la famosa doppietta del Bernabeu di Madrid…Adesso, per l’ennesima volta, l’attualità del suo talento è messa in discussione. Vedremo se Alex farà ricredere tutti anche stavolta.

La cosa che più ci stupisce è che i sostituti di Del Piero sono Amauri e Iaquinta: un’offesa al fantasista bianconero!

R – Appunto. Non credo che questo Del Piero possa fare peggio di questi due che hai citato. Anche quando non fa faville Del Piero garantisce possesso palla, punizioni, ammonizioni. Ed è l’unico che sappia battere i calci piazzati (basti vedere cosa ha combinato Iaquinta a Bologna). Se ci si guadagna una punizione dal limite, chi si incarica della battuta? Storari? Ed i rigori? È giusto dosare un 36enne (li deve fare a novembre), però non si deve esagerare nel centellinarne le presenze. In match come Inter-Juve o Milan-Juve deve necessariamente partire titolare. Per riposarsi si hanno pur sempre a disposizione Juve-Cesena o Juve-Brescia, per dire. Speriamo che non faccia la fine di Inzaghi, che ormai non fanno più giocare…Anche in questo caso, infatti, si guarda all’età: “37 anni, oddio, sono troppi!” e lo si relega in panca. Ci si fodera gli occhi di prosciutto.

Un’ultima domanda: in Italia si considerano dei pensionati i giocatori (gli attaccanti, più che altro) che superano i trenta/trentadue anni. Mentre chi ha meno di 20/22 anni è ritenuto un bebè da svezzare. O sbaglio?

R – Proprio così, si ha paura a lanciare i giovanissimi. Coutinho è una felice eccezione: 18 anni e già sembra un veterano. Siamo sempre lì, c’è la fissa di guardare all’età. Siamo troppo superficiali. Ci fermiamo sulla porta di un rudere, senza entrarvi, pensiamo non ne valga la pena: eppure anche dentro una casa vecchia si possono rinvenire dei tesori… In Inghilterra è diverso: basti vedere i casi Macheda e Giuseppe Rossi! O lo stesso Rooney, che debuttò in Nazionale a 17 anni…Per non parlare di Owen. Vogliamo parlare di Pelè?