Lazio-Chievo Verona 0-1: biancocelesti da incubo, decide Paloschi

Dopo il pari di Torino, nella semifinale d’andata di Coppa Italia, la Lazio torna a pensare al campionato. Allo Stadio Olimpico arriva un Chievo Verona rinato dalla cura Corini, ma con importanti problemi di formazione. Gli ingredienti per arrivare al ritorno contro i bianconeri nel migliore dei modi ci sono tutti, ma – complici le discutibili scelte del tecnico biancoceleste – quella vista in campo è una formazione spenta e opaca, che cade contro un Chievo tutt’altro che impossibile da domare, regalando al Napoli l’occasione di guadagnare il secondo posto in solitaria.

PRIMO TEMPO – Non sono molti i tagliandi staccati per Lazio-Chievo Verona, ma lo Stadio Olimpico – soprattutto grazie ad una Curva Nord come sempre impeccabile – può comunque vantare un’ottima cornice di pubblico. I biancocelesti, schierati in maniera inedita per l’occasione, sono chiamati a sfatare un tabù casalingo che racconta di un Chievo Verona sconfitto una sola volta nei dieci incontri disputati, motivazione in più che, gli uomini di Petkovic, avrebbero dovuto sfruttare a proprio vantaggio. L’incontro parte con una Lazio garibaldina, fin da subito decisa a schiacciare gli avversari nella propria metà campo e scrollarsi di dosso il “fantasma scaligero”. È Lulic, al 6’, il primo ad affacciarsi pericolosamente nella metà campo avversaria: il bosniaco si rende protagonista di una delle sue solite discese e mette in mezzo un pallone insidioso che carambola sui piedi di Candreva. L’esterno azzurro, leggermente defilato sulla destra dell’area di rigore, spara alto, vanificando una buona occasione. Ma se è la Lazio che, nei primi minuti è padrona del campo, gli uomini di Corini rispondono presente al 10’, quando Paloschi, poco oltre la metà campo, vede Marchetti fuori dai pali e tenta il gol della giornata, con un tiro “alla Quagliarella”, fortunatamente terminato alto di poco. Curioso siparietto in seguito all’occasione dell’attaccante scaligero: Marchetti nel tentativo disperato di recuperare la posizione, cade rovinosamente nella propria porta, ”rompendo” la rete, aggiustata dopo qualche minuto di attesa.

Gli uomini di Petkovic continuano a produrre gioco, schiacciando gli avversari nella propria trequarti, senza però incidere troppo. Un paio di discese di Lulic, nella prima frazione particolarmente ispirato, sono le uniche azioni degne di nota. Dopo tanto possesso palla, è Konko a scaldare i guantoni al portiere avversario, al 22’, sparando da fuori area, una rasoiata chiusa in angolo da Puggioni. Al minuto 27, sugli sviluppi di una discesa gialloblù, Sardo si infortuna in uno scontro con Biava e, dopo qualche minuto, è costretto a lasciare il campo a Vacek. Col passare dei minuti, il Chievo Verona prende campo, affacciandosi in alcune circostanze nella trequarti biancoceleste, ma è comunque la Lazio a mantenere il pallino del gioco, senza, però, creare azioni che possano preoccupare la retroguardia veneta. Sul finire della prima frazione, è sempre la Lazio a prendere l’inziativa, con il Chievo che si limita a colpire – per quanto possibile – con le ripartenze. La sensazione è che l’undici schierato dal tecnico bosniaco – orfano di interpreti quali Mauri ed Hernanes, oltre al bomber Miro Klose – manchi di qualità e quello che ne deriva è un possesso palla fine a sé stesso. Dopo un insolito recupero, durato cinque minuti, Giacomelli manda tutti a prendere un tè caldo e mette fine al primo tempo.

SECONDO TEMPO – Subito un cambio in casa Lazio. Mister Petkovic decide di cambiare assetto e manda in campo Stefano Mauri al posto di uno spento Cristian Brocchi, nel tentativo di dare maggior verve alla manovra laziale. Ma l’avvio della ripresa scorre sulla falsariga del primo tempo, nonostante prima Candreva e poi Floccari tentano di impensierire Puggioni, ma l’estremo veronese non si fa trovare impreparato e sventa entrambi i pericoli. Con lo scorrere dei minuti è sempre la Lazio a mantenere il controllo del match, dando l’impressione, però, di non scalfire particolarmente un Chievo Verona ben messo in campo. Ed è proprio la formazione scaligera a passare in vantaggio: sugli sviluppi di un’azione personale di Jokic che spara sulla traversa, Paloschi – con Marchetti ormai battuto – non può far altro che portare in vantaggio i suoi, spingendo in rete a pochi centimetri dalla linea. In seguito al vantaggio scaligero, Petkovic tenta di correre ai ripari, richiamando in panchina Gonzalez per un Hernanes colpevolmente lasciato fuori nell’undici titolare. Prova a reagire la Lazio, che nei primissimi minuti successivi al gol di Paloschi, tenta di velocizzare la manovra e cambiare il volto del match. È Biava che ci prova al 23’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il centrale – in mischia – non riesce a trovare il guizzo vincente e il risultato rimane fermo sullo 0-1.

Intanto Corini effettua il suo primo cambio, spedendo in campo un fresco Seymour per uno stanco Guana. La Lazio continua a spingere, ma di occasioni pericolose neanche l’ombra. Ed è per questo che dalla panchina fa il suo ingresso in campo Libor Kozak, ad affiancare Floccari in attacco, con Radu a “farne le spese”. È al minuto 30 che la Lazio avrebbe potuto raggiungere il pari, mancando un’occasione clamorosa: la difesa del Chievo pasticcia e dopo un batti e ribatti la sfera arriva sui piedi di Floccari, che tutto solo davanti a Puggioni, preferisce servire l’accorrente Mauri il quale spara inspiegabilmente alto. I biancocelesti continuano ad attaccare a testa bassa, ma producono azioni troppo lente e confusionarie per mettere paura agli avversari. I minuti passano ma i capitolini non danno minimamente l’impressione di poter pareggiare la gara: lanci dalla trequarti e manovra a passo di lumaca caratterizzano una serata del tutto negativa per Mauri e compagni. È addirittura il Chievo ad avere l’occasione più ghiotta della seconda parte del secondo tempo, con Rigoni che spara addosso a Marchetti da posizione impossibile. Al termine dei due minuti di recupero, il direttore di gara mette fine ad una delle più brutte prestazioni dei biancocelesti, che perdono punti preziosi per la corsa Champions.

[Gianmarco Filizzola – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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