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Lazio: non c’è pace per la difesa, frattura alla mano per Lichtsteiner

FORMELLO – Frattura alla mano per Lichtsteiner, ora la difesa anti-Genoa rischia di diventare un quiz. Se lo svizzero dà forfait a destra tocca a Scaloni (l’arretramento di Gonzalez è l’alternativa), mentre a sinistra Garrido è recuperato. Solo un affaticamento per Biava che dovrebbe affiancare il recuperato Stendardo. Tornano i problemi di abbondanza dalla cintola in sù, dove Sculli si candida per una maglia da titolare, ma anche Zàrate è stato provato a sinistra: si libera un posto per Rocchi? Floccari verso la panchina.

LICHTSTEINER RISCHIA, MA C’E’ IL SALVAGENTE TUTORE: “OGGI LA DECISIONE – Per la Lazio ed in particolare per la retroguardia di Reja non c’è davvero pace. Come se non bastasse la squalifica di Dias, gli infortuni di Radu e Diakitè (per entrambi stagione finita) e le non perfette condizioni di Biava, si è fermato anche il terzino elvetico, alle prese con “una frattura composta al terzo metacarpo della mano”, rimediata nel corso della seduta di allenamento di ieri. Il problema non è di poco conto se si considera il fatto che tra 72 ore i biancocelesti scenderanno in campo nell’anticipo pomeridiano con il Genoa. Un vero e proprio colpo basso per le già approssimative certezze di un reparto ridotto ai minimi termini dalle numerose defezioni: se il tecnico goriziano non fosse costretto ad affrontare un tale lazzaretto in un momento così topico della stagione, il forfait dell’ex Lille sarebbe scontato.

In queste condizioni, però, lo staff sanitario è costretto a tentare fino alla fine il tutto per tutto, cercando di riconsegnarlo a Reja in tempo utile. Magari con l’utilizzo di una speciale protezione o un tutore che gli possa permettere di attutire eventuali colpi. L’ultima decisione spetterà a Stephan: una cosa è certa, lo svizzero rischia: “Il ragazzo sente dolore quando corre – ha spiegato il medico sociale Stefano Salvatori ai microfoni di Lazio Style Radio – , Soltanto oggi potremmo capire le reali possibilità di vederlo in campo sabato“. Nel caso in cui non dovesse farcela, il candidato numero uno a farne le veci sarebbe Lionel Scaloni, che fino a ieri era dato come probabile sostituto sulla corsia mancina di Garrido. Una soluzione che tornerebbe in auge solo nel caso in cui Lichtsteiner scendesse regolarmente in campo. Ma almeno per quanto riguarda il basco, una notizia positiva è arrivata: i controlli effettuati nel primo pomeriggio hanno scongiurato l’ipotesi di una lesione muscolare. Ieri, il numero 14 era regolarmente in campo, ha svolto anche la fase tecnico-tattica. Al fianco di Stendardo, dovrebbe esserci regolarmente Biava, che ieri però si è limitato a lavorare in modo differenziato rispetto al resto del gruppo, in compagnia del preparatore Bianchini a causa di un affaticamento. Per il momento la situazione dell’ex genoano non preoccupa. L’unica “disperata” soluzione in caso di altra assenza resterebbe quella di arretrare sulla linea dei difensori Alvaro Gonzalez, adattando Scaloni nel ruolo di centrale. In sintesi, è scattato l’allarme.

SCULLI OK, MA ANCHE ZARATE E’ STATO PROVATO A SINISTRA: SCATTA IL BALLOTTAGGIO? – Se in difesa, arrivano solo cattive nuove, dalla cintola in su Reja può sorridere per il ritorno in campo di Giuseppe Sculli. L’ultimo via libera era arrivato ieri pomeriggio, quando il jolly calabrese ha sostenuto l’ultimo controllo medico. L’idea di Reja è quella di affidargli la fascia sinistra del consolidato 4-2-3-1, che nelle ultime tre uscite ha visto protagonista interpreti adattati come Hernanes, Brocchi e Floccari. In questo contesto tattico, Mauri ritroverà una maglia da titolare (dopo il doppio turno di squalifica) sul fronte opposto, mentre il Profeta dovrebbe essere confermato trequartista centrale alle spalle dell’unico riferimento offensivo.

Mauri, Hernanes e Sculli, con Floccari in panchina, dunque. E’ questo quanto si è evinto anche dalle prime significative prove tattiche della settimana, in cui Mauro Zàrate, però, si è mosso dall’altra parte del campo come esterno sinistro. Una posizione speculare a quella di Sculli, con le stesse mansioni che l’hanno visto sfornare assist a ripetizione nella parte finale dell’incontro con l’Udinese. Un cambio di rotta che, se confermato, oltre a far entrare in ballottaggio l’argentino con Sculli (chiamato a garantire una piena efficienza fisica fino alla rifinitura di venerdì), aprirebbe spiragli interessanti a Tommaso Rocchi.

ROCCHI CI PROVA, REJA CI PENSA – Un girone fa, proprio tra il match con il Genoa e quello con il Lecce, la stagione del capitano si era interrotta. La lesione al collaterale del ginocchio ha mandato in fumo la sua rincorsa, la sua voglia di sovvertire le gerarchie dell’attacco e di contribuire alla scalata europea. Cinque mesi dopo il capitano è definitivamente uscito dal tunnel degli infortuni e delle ricadute; ha iniziato a lanciare messaggi già a San Siro contro l’Inter, ha lasciato un segno indelebile al “Friuli”: ieri il tecnico biancoceleste l’ha proposto come prima punta di un poker completato alle sue spalle da Foggia, Floccari e Zàrate, appunto. La sensazione che il numero 10 di Haedo sia ancora in corsa per scendere in campo da attaccante centrale (almeno in partenza), ma le prove di ieri non vanno trascurate. Solo certezze nella zona mediana del campo, dove torneranno a far coppia Ledesma e Matuzalem, anche in virtù della squalifica di Brocchi. Anche ieri, l’ex mediano rossonero non si è allenato a causa di un affaticamento muscolare (fisioterapia con Meghni).

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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