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Lazio: pochi giorni per tornare a correre

Fiorentina, Torino e Catania. Tre gare e un solo punto portato a casa dai bianco celesti, una brutta botta che ha minato l’autostima di un gruppo fino a quel momento ritenuto invincibile. L’avvio di campionato spumeggiante e le vittorie schiaccianti avevano dato l’illusione che questa squadra fosse imbattibile, senza difetti, ma sono bastati i primi scossoni per farlo traballare. “Non si può mollare dopo aver preso un gol” ha tuonato Petkovic nel post partita di Catania – Lazio, come si legge dalle pagine del Corriere dello Sport.

Sì, perché la squadra, dopo essere andata sotto e con una partita da giocare, non ha dato nessun segno di reazione, quasi fosse stata ferita nell’orgoglio, in quel delirio di onnipotenza che porta sicuramente più danni che benefici. il mister si è preso le colpe, ma alle sue parole si sono aggiunte quelle di Tare e soprattutto quelle di Mauri, che si è caricato il gruppo sulle spalle chiedendo scusa ad un popolo ferito dalla prestazione siciliana.

È successo con Petko quest’anno, succedeva con Reja la scorsa stagione. Quando c’è da gestire la pressione alta, la squadra perde la testa, e invece di reagire con personalità, diventa isterica. Come non ricordare i tracolli contro Siena e Palermo, o la rissa che ha concluso la gara di Udine. Ma adesso non c’è tempo di piangersi addosso. Quella che attende la Lazio è una settimana da vivere a cento all’ora e momenti per pensare non ce ne saranno molti. Prima il Panathinaikos per mettere un’ipoteca sul passaggio del turno, poi il derby, sul quale ogni commento sarebbe superfluo. Ora il gruppo si deve guardare negli occhi e rialzarsi.

RISERVE – il tecnico reclama una reazione diversa da parte della squadra, ma c’è un altro dato che comincia ad essere preoccupante. L’ex Sion fino a questo momento ha potuto contare su un blocco di titolari, un numero limitato di atleti che sta praticamente giocando tutte le partite, ma non ha mai trovato risposte nelle seconde linee, quei calciatori che in settimana dovrebbero metterlo in difficoltà, come ha sempre sottolineato. Ecco, nessuno di loro lo sta facendo. C’è chi si è abbattuto, perché è convinto che in questa Lazio non c’è spazio o chi si allena con sufficienza, facendo il minimo indispensabile, come se i problemi o le gioie che questa squadra vive quotidianamente non lo interessassero in prima persona. Molti di questi atleti probabilmente avranno una chance giovedì in Europa League e il popolo laziale si augura che facciano di tutto per sfruttarla. Gli impegni sono tanti e c’è bisogno anche di loro. Prima lo capiscono, meglio è.

TITOLARI – Anche l’undici titolare ha delle colpe, e come potrebbe essere altrimenti dal momento che sono loro a scendere in campo. Petkovic continua a ripetere che bisogna crederci di più, dare il massimo per tutti i 90’, quasi fosse un disco rotto, ma ultimamente dalle parti di Formello si fanno orecchie di mercante. Un po’ la stanchezza, un po’ i continui impegni, stanno portando la squadra a fare il minimo indispensabile, a gestire la forza durante la gara, senza metterci quella cattiveria che si vedeva nelle prima uscite. Le gare sono tante, questo è vero, ma è altrettanto vero che ancora ne mancano una miriade fino alla fine della stagione, e se si getta la spugna dopo due mesi e mezzo la cosa potrebbe essere preoccupante. Ma ora non c’è tempo per piangersi addosso, non c’è tempo per costruire processi o lanciare sentenze. Tra cinque giorni c’è il derby, e lì la squadra dovrà essere perfetta.

[Gianmarco Filizzola – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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