Mercato Atalanta: questione di tempistica

É vero che una parola, tra gentiluomini, vale più di un contratto firmato, ma a gennaio, quando Rolando Bianchi aveva dato la sua disponibilità per passare all’Atalanta a fine stagione, gli si doveva far firmare un pre contratto, per cautelarsi da eventuali pretendenti che si sarebbero fatalmente inseriti nella trattativa, sapendo la situazione del giocatore, in scadenza di contratto e libero di andarsene da Torino a parametro zero. Ora mi chiedo: posso non pensarci io, ma che non ci arrivino dirigenti che fanno questo mestiere da 20-30 anni?.

PELIZZOLI – Ma non è finita qui. Ivan Pelizzoli, ha aspettato l’Atalanta un mese prima di prendere in esame qualsiasi tipo d’offerta. Ora, giustamente, dopo che nessuno si è fatto vivo, dirà di si all’Udinese. Andrà a giocare in Europa con i friulani. Anche qui mi domando: si può non prendere Pelizzoli e va bene, ma per tenere Frezzolini e Polito, non valeva la pensa acquistare un secondo portiere di assoluto affidamento e che potesse pure fare il primo al posto di Consigli?

GIULIO DONATI- L’Atalanta si è interessata al terzino Giulio Donati un paio di settimane fa, ora, con le prestazioni a dir poco stratosferiche che sta regalando l’esterno destro all’Europeo con l’Under 21, come minimo il prezzo sarà lievitato alle stelle e non è escluso che sul giocatore l’Inter ci farà più di un pensierino per trattenerlo. Chiudere prima certe trattative no?

MIGLIACCIO – Il Livorno vorrebbe Migliaccio dal Palermo, ma il giocatore ha fatto sapere che non intende ridursi il suo stipendio che ammonta a 800 mila euro (800 mila!!!) di un centesimo.

MASSIMO DONATI – Al centrocampista nerazzurro, gli stanno arrivando parecchie offerte da club di serie A, ma la sua prima scelta è e resta l’Atalanta, a giorni si saprà il futuro del giocatore.

LA TEMPISTICA VALE QUANTO LA DISPONIBILITA’ FINANZIARIA – Qui a Bergamo forse qualcuno non ha capito che i giocatori non vengono all’Atalanta di loro spontanea volontà (tranne rare eccezioni), ma bisogna dimostrare loro fiducia, corteggiarli, farli sentire importanti. L’Atalanta non è il Bayern dove i giocatori passerebbero una notte fuori dai cancelli per far domanda d’ammissione, bisogna andarli a prendere sotto casa, contattarli, arrivare prima degli altri su certi giocatori. A volte, non bastano i soldi per acquistare un giocatore, ma pure la tempistica, e sotto questo aspetto, qualche dirigente, mi ricorda quei villeggianti sotto la calura, che se ne stanno bellamente con le palle all’aria sotto un albero, ad aspettare gli altri…

[Luca Ronchi – Fonte: www.bergamonerazzurra.com]

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