Milan-Cagliari: la chiave tattica

Alle prese con l’inizio di campionato peggiore degli ultimi 15 anni, per i rossoneri non c’è tregua: il turno infrasettimanale capita proprio nel momento peggiore, e lascia pochissimi giorni di tempo ad una squadra che deve ricompattarsi in fretta, ma che si dovrà presentare in campo domani sera senza Boateng e Zapata squalificati, e molto probabilmente senza Massimiliano Allegri in panchina, anch’esso fermato per aver rivolto frasi ingiuriose all’arbitro al termine di Udinese Milan. L’unica buona notizia per i rossoneri dovrebbe essere rappresentata dal rientro di Robinho, anche se al momento non è chiaro se partirà dalla panchina o Allegri decida di schierarlo subito. Con il brasiliano infatti il Milan recupera un po’ di esperienza, sangue freddo ed imprevedibilità, ma sopratutto aggiunge un giocatore capace di saltare l’uomo alla propria fase offensiva, caratteristica che tanto è mancata in questo avvio di stagione.

Per il resto, è davvero difficile capire cosa al momento attuale sia necessario fare per uscire da questa crisi: a livello tattico l’orientamento di Allegri sembra essere quello di riconfermare il 4-3-3: la difesa verrà nuovamente ridisegnata, cosa che non giova di certo all’affiatamento dei difensori, e che dimostra come probabilmente Allegri non abbia ancora capito a chi affidarsi stabilmente per quest’anno. Anche per questa partita comunque, al di là di moduli o scelte tecniche, pensiamo che sarà più importante e delicatissima la preparazione psicologica della gara. Si potrebbe estremizzare il concetto dicendo che in questo momento al Milan, più che un allenatore, serve uno psicologo. I giocatori devono infatti uscire dalla crisi, giocare di squadra, dimostrare personalità e non farsi prendere dalla fretta di concludere a rete. A ranghi completi poi, e se mai si troverà un 11 base da mettere in campo, si potrà pensare agli aspetti tattici.

L’AVVERSARIO

Non se la passa molto meglio, a livello ambientale, la squadra Cagliaritana: nel mezzo di un braccio di ferro che coinvolge il presidente Cellino, l’amministrazione comunale e la FIGC infatti, a pagarne le conseguenze è infatti l’11 di Ficcadenti. E’ di poche ore fa la notizia della decisione di assegnare la sconfitta a tavolino per i fatti accaduti domenica in relazione della partita contro la Roma. Da un punto di vista tattico invece, Ficcadenti dovrebbe proporre una squadra schierata con il 4-3-3, con un atteggiamento spregiudicato. L’attacco, formato dal tridente Thiago Ribeiro, Pinilla e Ibarbo garantisce velocità ed estrema mobilità, le caratteristiche adatte a mettere in difficoltà una difesa come quella rossonera che allo stato attuale fatica non poco a prendere le misure agli avversari. Anche il centrocampo si presenta ricco di qualità e quantità potendo contare su Conti, Nainggolan ed Ekdal. Insomma, in un momento del genere nessun avversario può essere preso sottogamba, e sfortunatamente in aggiunta il Cagliari gioca in un modo adatto a far male a questo Milan; ragion per cui pronostichiamo un’altra partita in bilico fino all’ultimo.

LA CHIAVE TATTICA: Sembreremo ripetitivi, ma non c’è da dire altro in questo momento. I rossoneri devono ricercare nel gioco corale e l’unione di squadra quello che gli manca sul piano delle individualità. Solo così, sperando di riuscire a produrre un risultato pieno, si potrà ritrovare autostima e fiducia nei propri mezzi. Fondamentale l’apporto in campo di Bonera: è l’unico difensore con le caratteristiche giuste per marcare i veloci attaccanti cagliaritani. Il Milan dovrà sperare in una serata di grazia del proprio centrale di difesa.

IL GIOCATORE CHE SCHIEREREI: Robinho, senza ombra di dubbio. Dovesse essere titolare o entrare a partita in corso poco cambia; è l’unico che può permettere un salto qualitativo ai rossoneri in questo momento.

IL GIOCATORE CHE NON SCHIEREREI: Yepes, dato come possibile titolare nelle formazioni alla vigilia, potrebbe essere messo in difficoltà dalle caratteristiche degli attaccanti avversari. Serve gente veloce e agile per fronteggiarli. Fisicamente il Colombiano potrebbe reggere il confronto ma patirà sicuramente negli uno contro uno. Attenzione anche a marcare rigidamente a uomo contro un tridente mobile come quello del Cagliari: si rischia di perdere facilmente le misure.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]