Milan, il punto: pro e contro del dopo Torino

Con una buona prestazione il Milan si sbarazza anche del Torino e prosegue la striscia di vittorie in campionato che gli stanno permettendo di risalire la classifica, allontanandosi dalle zone pericolose, e cambiando quindi il volto ad un campionato che fino ad un mese fa sembrava assumere il profilo di una vera e propria catastrofe.

Il Milan visto a Torino è una squadra che sta trovando delle certezze tatticheil 4-3-3 è stato definitivamente assunto come modulo di riferimento. In effetti è senza dubbio lo schieramento che permette di valorizzare al meglio le caratteristiche di questa rosa: ne è un indubbio indizio l’innalzamento del rendimento individuale di moltissimi giocatori, sopratutto in linea mediana [Nocerino, De Jong e Montolivo] da quando si è passati ad utilizzare questa strategia di gioco. Ed è un grande beneficio per la squadra rossonera, che non poteva di certo pensare di confidare in Stephan El Sharaawy [che comunque continua a sfoderare prestazioni da grande giocatore ndr] fino al termine della stagione.

Non mancano, ahimè, le note dolenti nella domenica Torinese: l’infortunio subito da De Jong è grave, e probabilmente priverà i rossoneri di un giocatore diventato importante per gli equilibri del centrocampo sino al termine della stagione. Sarà motivo di grosso rammarico per il Milan, che ora dovrà decidere se ricorrere al mercato per sostituire il giocatore oppure affidarsi al duo Ambrosini-Muntari per la sostituzione dell’Olandese, compatibilmente anche con i tempi di rientro del centrocampista africano. In ogni caso, sarà comunque un trauma dal punto di vista tattico, dal momento che i rossoneri si erano abituati ad avere in mediana un giocatore che fa determinati movimenti e passaggi: il nostro auspicio è che Muntari torni presto, al momento che è un calciatore già conosciuto dai propri compagni e che conosce l’ambiente, e per questo non dovrebbe attraversare alcun periodo di adattamento come è occorso allo sfortunato compagno di reparto Olandese [a cui vanno i nostri sinceri auguri per una pronta guarigione ndr].

Il secondo grattacapo per Massimiliano Allegri è rappresentato dalla fluidità del gioco; sono ancora troppi infatti i passaggi sbagliati dalla squadra, segno di un tasso tecnico ancora non sufficiente a renderla una squadra da possesso quale è stata per molti anni e che aspira a tornare. Sopratutto con l’assenza di Montolivo si è palesata in tutta la sua gravità questa lacuna, sopperita ieri da grande cinicità nelle occasioni avute in avanti, che hanno permesso al Milan di vincere con un discreto scarto, ma c’è da dire che errori come quello che hanno spalancato la via del gol a Santana in occasione del vantaggio granata non vanno ripetuti perchè potrebbe essere difficile recuperare il risultato in occasioni differenti.

Nonostante questo il Milan di Domenica pomeriggio è piaciuto: è una squadra che si sta calando nello schema, che riesce ad interpretare in modo discreto e che viene esaltato dal rientro di Robinho, che contribuisce a dotare l’attacco di un ulteriore elemento di imprevedibilità in aggiunta al bravissimo El Sharaawy che abbiamo potuto ammirare fin qui. Il rischio di affidarsi troppo al solo italo-egiziano era quello di costruire un gioco monotematico e prevedibile, per questo il rientro di Robinho è molto importante e contribuirà a migliorare le prestazioni di una squadra a cui, non dimentichiamolo, occorre un campionato quasi perfetto per riportarsi nelle posizioni che contano ai fini dell’accesso alla prossima Coppa dei Campioni.

DA PROMUOVERE: In generale è da promuovere l’interpretazione dello schema da parte della squadra, la quale dimostra di essersi ormai calata nell’interpretazione corretta della nuova strategia; guardando il Milan si ha finalmente l’impressione di vedere una squadra che ha trovato schema tattico e titolari, elementi essenziali per dare equilibrio alle due fasi ed elevare ulteriormente le prestazioni del Diavolo.

DA RIVEDERE: Andrà rivisto, sfortunatamente, l’assetto della mediana, conseguentemente all’infortunio di De Jong. Anche se i rossoneri si affideranno alla coppia Muntari-Ambrosini per la sostituzione dell’olandese, bisognerà rivedere i movimenti dell’intero pacchetto, dal momento che lo stile di De Jong era diverso da quello dei due precedentemente menzionati: Ambrosini si avvicina di più all’olandese, ma entrambi i mediani amano molto di più inserirsi e gettarsi in area di rigore rispetto al loro collega infortunato. Allegri dovrà quindi capire come non togliere equilibrio alla formazione che si era abituata ad avere un mastino che saliva poco e garantiva un aiuto costante alla difesa in caso di ripartenza avversaria.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]