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Milano Cortina 2026, quando la mente decide tutto: trionfi, resurrezioni e crolli inattesi

Federica Brignone Milano Cortina 2026 – Foto FISI

Storie di resilienza, rinascite, medaglie o crolli inattesi mostrano come la forza interiore possa cambiare il destino degli atleti

MILANO – Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno dimostrato, più di ogni altra edizione recente, quanto la mente possa essere l’elemento che sposta gli equilibri. Non solo tecnica, non solo condizione fisica: è la testa, con la sua forza o le sue fragilità, a determinare chi vola verso l’oro e chi invece inciampa nel momento decisivo.

È la mente ad aver guidato Federica Brignone verso un trionfo che sembrava impossibile solo pochi mesi fa. La “Tigre” ha trasformato un infortunio terribile nell’ennesima rinascita della sua carriera, trovando dentro di sé una determinazione feroce, capace di riportarla in vetta al mondo. Un oro che profuma di resilienza.

La stessa forza interiore ha accompagnato Francesca Lollobrigida, capace di lasciarsi alle spalle una virosi che aveva minato la preparazione e la fiducia. In pista, però, la pattinatrice azzurra ha ritrovato lucidità, ritmo e coraggio, trasformando la sofferenza dell’ultimo anno in un capolavoro d’oro.

E poi c’è Arianna Fontana, che ha scritto un pezzo di storia dello sport italiano diventando l’atleta più medagliata di sempre, superando il mito di Edoardo Mangiarotti. Un traguardo che non nasce solo dal talento, ma da una tenacia mentale fuori dal comune, costruita in anni di sacrifici, pressioni e sfide personali.

La forza della mente emerge anche nelle storie più giovani, come quella di Flora Tabanelli. A soli diciotto anni si è trovata davanti a una scelta che avrebbe fatto vacillare chiunque: una lesione al legamento crociato del ginocchio destro, a ridosso dei Giochi, e la prospettiva di un intervento chirurgico che l’avrebbe esclusa dalla competizione. Lei però ha deciso di non arrendersi. Ha rimandato l’operazione, si è affidata a un tutore e ha continuato a inseguire il suo sogno con una determinazione sorprendente. Quella scelta coraggiosa l’ha portata esattamente dove voleva arrivare: sul podio olimpico. Nel freestyle Big Air ha conquistato una splendida medaglia di bronzo, dimostrando che la volontà può cambiare il destino di una stagione e forse anche di una carriera.

Nel 2024 Federico Tomasoni ha trasformato un dolore immenso in una forza capace di spingerlo oltre ogni limite. Dopo la scomparsa della fidanzata Matilde Lorenzi, avvenuta nell’ottobre di quell’anno, l’atleta ha scelto di continuare ad allenarsi portando con sé il suo ricordo, trasformando la sofferenza in motivazione. La promessa che si era fatto – vincere anche per lei – è diventata la sua guida. E quella promessa l’ha mantenuta: nello ski cross è arrivato secondo, conquistando una medaglia olimpica che ha dedicato proprio a Matilde, rendendo il loro sogno un traguardo condiviso.

E mentre gli atleti di oggi scrivono nuove pagine di resilienza, il pensiero corre inevitabilmente a chi, come Lindsey Vonn, ha incarnato più di tutti il potere della mente nello sport. La sua carriera è stata una dimostrazione vivente di come il corpo possa cedere, ma la volontà no. “Ho provato, ho sognato, ho saltato. L’unico fallimento nella vita è non provarci”, ha detto dopo l’ennesimo infortunio devastante occorsole durante la prova di discesa libera.

Ma la mente può anche tradire, e lo ha fatto con brutalità nel caso di Ilia Malinin. L’astro statunitense del pattinaggio artistico era arrivato ai Giochi con l’aura del predestinato: il suo salto mortale, spettacolare ma non valutato dal regolamento, e soprattutto il suo iconico quadruplo axel lo avevano reso il favorito assoluto. Eppure, nella finale olimpica, proprio quel salto che lo aveva reso celebre lo ha abbandonato due volte. Due errori pesantissimi, che lo hanno fatto precipitare all’ottavo posto, lasciando il pubblico incredulo e i suoi genitori–allenatori visibilmente scossi.

A Milano Cortina 2026, più che mai, è emerso un messaggio chiaro: la mente è il vero campo di gara. Può trasformare un ostacolo in un trampolino, oppure far crollare anche i talenti più straordinari. È lì che si vincono, o si perdono, le Olimpiadi.

Marina Denegri
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Marina Denegri

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