Quella cena tra Balotelli e il Milan: prove di matrimonio. La Juve pensa subito a Bocchetti e punta Gilardino per il futuro. Genoa-Inter, affari di mercato: no per Ranocchia, offerto Moretti

Aggiungi un posto a tavola, arriva Galliani, è la notte del derby, è la cena del grande corteggiamento a Balotelli. Domenica, è mezzanotte, il ristorante è quello delle grandi manovre rossonere, da Giannino c’è il Balo che mangia penne con panna e prosciutto, è in compagnia del fratello e di qualche amico. Galliani sta andando a casa, lo avvertono, è felice per aver battuto l’Inter e vuole brindare ancora. Il cin cin è davvero speciale, lo fa con Mario il terribile, Mario cuore rossonero: il sogno sospirato (da Galliani) è quello di vedere segnare anche lui nel prossimo derby sotto la Nord.

Balotelli al Milan oggi è solo un pensiero, domani può diventare una trattativa concreta, i motivi sono tanti. Il primo si chiama Raiola, il procuratore amico del Milan, quello che ha portato Robinho e Ibra, quello che l’altra sera non c’era (segnalato a San Paolo, in Brasile), l’uomo giusto per lavorare in silenzio sul ritorno in Italia di superMario. Che a Manchester si trova bene ma non benissimo, il tempo fa sempre i capricci, con i compagni ancora non ha legato, l’unico a stargli veramente simpatico è Anderson ma gioca nello United.

Ibra poi è amico vero, lo chiamava anche da Barcellona per seguirlo in Spagna, adesso insisterà per fargli di nuovo compagnia in rossonero. Ecco perché la cena Galliani-Balotelli potrà essere ricordata forse nel tempo come l’inizio di un grande amore: la corte è cominciata, se ne parlerà a giugno, difficile prima. A proposito del mercato che verrà, quello che infiammerà la prossima estate, prepariamoci ad un assalto -vero- della Juve per Alberto Gilardino. La pista che porta a Dzeko è sempre in salita, meglio tenersi pronta una grande alternativa e il Gila ha le caratteristiche giuste per colmare una lacuna (realizzativa) di questa Juve. A gennaio intanto Marotta e Paratici pensano ad un esterno offensivo: hanno sondato (come Lazio e Parma) il Manchester per Macheda ma l’affare è quasi impossibile, Ferguson non ha intenzione di accettare offerte, lo ha comunicato direttamente al procuratore (Bia) quindici giorni fa.

Resta buono il nome di Dzudszak, l’ungherese del Psv che ha segnato anche alla Sampdoria, mancino bravo nell’uno contro uno, veloce e tecnico, gli osservatori bianconeri continueranno a seguirlo per convincersi dell’eventuale bontà dell’operazione. Per l’attacco, invece, presto ci sarà un incontro con il procuratore di Forlan, costano molto però sia lui che Benzema (il Real in prestito non lo dà), mentre il Milan sta pensando ad Amauri ma non trova la pedina di scambio giusta da proporre alla Juve. Che in difesa ha un nuovo (vecchio) obiettivo, fresco fresco: si tratta di Bocchetti, si tratta per il prestito, c’è da convincere il Rubin Kazan ad accettare la formula, il giocatore fa già i salti di gioia.

Capitolo-Inter: per Ranocchia è dura (Preziosi non molla, in cambio è stato offerto Moretti), per Ruiz c’è da battere una concorrenza agguerrita, oltre al Napoli ci sono anche le grandi di Spagna e il City. Agger piace a Benitez ma c’è (ci sarà…) da considerare il peso specifico dell’allenatore spagnolo sul mercato. Quello italiano ha perso Afellay, finito al Barcellona, ma si prepara ad una nuova ondata di brasiliani: Corvino sta trattando Jucilei con il Corinthians (offerti 6 al club e meno di un milione al giocatore: chiesti 10 per il cartellino e 1,5 all’anno), Braida sta invece lavorando con il Santos per strappare Ganso a meno di 18 milioni, tre infortuni al ginocchio valgono infatti bene uno sconto. E a quel punto, i posti da aggiungere a tavola -per giugno- sarebbero due.

[Gianluca Di Marzio – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]