Radio Sei – Almeyda: “Che trionfi con Simeone, ma domenica tiferò Lazio”

Il nome di Matias Jusus Almeyda rievoca, nei ricordi dei tifosi laziali, anni di splendore per i colori biancocelesti.

Il centrocampista argentino ex Lazio, faceva parte della corazzata di Sven Goran Eriksson che in quel periodo vinceva tutto in Italia e in Europa. In quegli anni, faceva coppia con Diego Pablo Simeone nel centrocampo dei capitolini. Domenica, proprio il suo vecchio caro amico Simeone, siederà sulla panchina del Catania che affronterà la banda di Reja. Ai microfoni di Radio Sei, Almeyda racconta il Simeone che lui conosce.

Da diversi filmati delle tue partite col River Plate, ho visto che lì a centrocampo ti sai far ancora valere… “Uno fa quello che può. Ma soprattutto qui al River stiamo passando un momento difficile sia sotto il livello sportivo che quello economico. Sono nato qui, perciò mi fa piacere aiutare la mia squadra all’interno del campo”

Il River sta attraversando un periodo difficile dal punto di vista economico. Com’è la situazione del club e com’è la situazione di Carrizo? “So che lui è in prestito al River dalla Lazio, di più non so. Il River ha cambiato presidente, ora il nuovo presidente è Daniel Passarella: lui ha preso il club con un debito di tanti milioni di dollari. Ci sono i giocatori che da due anni non prendono lo stipendio, è molto dura qui perché non si guadagna come in Italia. Al di la di tutti questi problemi però, noi ci mettiamo il cuore in campo”

Che ricordo hai di Diego Pablo Simeone? “Ho un bel ricordo di lui, ci ho giocato tanti anni insieme, abbiamo vinto nella Lazio. Ho fatto tanti anni di nazionale assieme a lui: partecipato ai Mondiali, giochi Olimpici di Atlanta ’96. Sono contento per lui perché voleva arrivare in Italia come allenatore”

Che tipo è in campo e cosa riesce a trasmettere? “ Come calciatore era troppo duro, faceva tanti gol di testa. Come allenatore, io non ho avuto la possibilità di essere allenato da lui, ma sicuramente trasmette quello che ha fatto come calciatore. Ha avuto tanti allenatori bravi e, lui essendo intelligente, avrà sicuramente copiato qualcosa da loro”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Vorrai fare anche tu l’allenatore e venire in Italia? “Sì, appena finisco la carriera di calciatore inizierò quella di allenatore. Intorno a me ho già un team pronto a seguirmi che mi aiuterà. Il mio sogno sarà di venire ad allenare in Italia perché sono stato lì per quasi dieci anni”

Quando finirà la tua carriera da calciatore? “Ogni sei mesi dico al River che provo ancora un po’. Se loro vedono che non ce la faccio più, me ne vado via. Il presidente mi ha parlato e vuole che continuo almeno fino a dicembre, poi se sarò in condizione prolungherò per altri sei mesi. Ma io vorrei vincere almeno un campionato col River”

Poco tempo fa, ci dicesti che avevi suggerito alla Lazio dei giovani importanti del River Plate. Uno di questi era Lamela? “Dicevo che Lamela è uno dei migliori in Argentina, ha un futuro enorme. Io ne avevo parlato a Manzini (Team Manager della Lazio, ndr) già un paio di anni fa, già quando aveva 12 anni il Barcellona lo voleva, ora però il suo futuro è al River. Se la Lazio è furba, lo deve prendere ora: fra cinque anni sarà come Kakà. Rispetto al brasiliano, Lamela è un po’ più bello da vedere in campo. Ha tutto per eguagliare o addirittura far meglio della carriera che ha fatto Kakà”

Che ti ha risposto la Lazio quando glielo hai proposto? “Lui non era conosciuto, allora … il mio era stato solo un commento con Manzini, ci eravamo visti alla partita d’addio di Segio Conceicao in Portogallo. E lì gli avevo detto due o tre nomi in più di ragazzi di talento che ha il River. Uno era Cirigliano, che voleva la Fiorentina un anno fa. Fra due anni sicuramente il River avrà una squadra forte, e io sarò l’allenatore (ride, ndr)”

Che sensazioni ti da la Lazio di questa stagione? Hai visto qualche partita? “Le guardo quasi tutte le partite del calcio italiano, seguo e tifo la Lazio, è rimasta nel mio cuore. Ho visto un grande andamento rispetto all’anno scorso, da fuori si vede anche che sta migliorando la società. Fa piacere perché tutti vogliamo vedere una Lazio che lotta per una coppa o uno Scudetto”

Domenica quindi tiferai Lazio anche se sulla panchina del Catania siede il tuo amico Simeone? “Certo che tiferò Lazio. Dalla domenica successiva farò il tifo per Diego”.

[Ivan Pantani Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]