Sampdoria, Giampaolo: “La Nazionale sarebbe un orgoglio”

Sampdoria, Giampaolo: "La Nazionale sarebbe un orgoglio"

Il tecnico blucerchiato intervenuto nella nota trasmissione radiofonica, ha rivelato le sue ambizioni, dall’Europa League con la Sampdoria alla guida della Nazionale. Senza abbandonare mai l’umiltà che lo contraddistingue

GENOVA – Intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io il giorno dopo vittoria contro l’Udinese, Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria, ha trattato vari temi. Il tecnico si è detto fiducioso del salto di qualità della squadra blucerchiata, a cominciare dalle partite in trasferta dove finora il rendimento è stato decisamente inferiore rispetto a quello avuto a Marassi. L’obiettivo della Sampdoria è quello di piazzarsi immediatamente dopo le prime sette, perché, a suo parere, i primi sette posti sono già assegnati ed è solo una questione di ordine. A questo proposto pensa che la partita di domenica prossima contro l’Atalanta sia non determinante ma sicuramente indicativa per il prosieguo del campionato.

Dei singoli l’allenatore ha voluto parlare di Quagliarella e Schick. Per il primo parole di elogio. Ha detto infatti che è un giocatore che riesce a mettere al servizio della squadra tutta la sua altissima esperienza, maturata in club importanti. Aiutato dalla sua condizione atletica sempre eccellente, frutto di una professionalità professionista esemplare. E che si distingue dagli altri per brillantezza e per l’entusiasmo di un ragazzino nonostante i suoi 35 anni.

Giampaolo è sicuro che Schick, che ha avuto ai suoi ordini nella scorsa stagione, sia un giocatore di grande talento. E che farà sicuramente parlare di sé con continuità quando avrà la possibilità di giocare in un ruolo diverso da quello dell’ala, che a suo dire non gli è congeniale.

Un pensiero alla Nazionale

Un pensierino alla Nazionale? Perchè no? “La Nazionale, se vissuta con il sentimento patriottico, è un orgoglio per tutti”, ha dichiarato il tecnico, consapevole, però che il casting è fornito. “C’è l’imbarazzo della scelta e io sono l’ultimo vagone del treno. Sono tanti gili allenatori accreditati più funzionali rispetto a me”. Ambizioso e umile.