
Sedici vittorie di fila tra campionato e Coppa: il Soccer Trani firma un primato unico in Italia. Lavoro e sacrificio alla base del progetto
TRANI (BA) – C’è un angolo di Puglia che in questa stagione sta riscrivendo le gerarchie del calcio nazionale, anche al di fuori dei riflettori delle categorie maggiori. Parliamo del Soccer Trani, una squadra che, nel Girone A della Promozione pugliese, ha stabilito un record che nessun club, dalla Serie A fino al terzo livello dilettantistico, può vantare: un percorso netto di 16 vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia.
Un bottino pieno che non è frutto di un colpo di fortuna, ma di una costruzione metodica che ha radici profonde, sia nella storia del club che nell’umiltà dei suoi protagonisti.
La forza di questa squadra risiede nella sua identità. La rosa allenata da mister Fabio Moscelli è composta da un gruppo di “lavoratori-calciatori”. C’è chi frequenta l’università, chi ha un’officina, chi si alza all’alba per il lavoro in campagna. Gli allenamenti si svolgono di sera, per consentire a tutti di conciliare il lavoro e lo studio con l’impegno sportivo.
Questa mentalità di sacrificio e dedizione è il cuore del progetto Trani, rinato appena due anni fa per volontà di un gruppo di imprenditori locali. L’ambizione è chiara: ispirarsi al “modello Como” per unire il brand della squadra al prestigio della città, con l’obiettivo a lungo termine di riportare il club almeno in Serie D per il centenario dalla fondazione (1929).
Se l’attacco, trascinato dal bomber quarantenne Gennaro Manzari (capace di 9 reti stagionali), è prolifico con 33 gol in 12 gare, la vera anomalia è la difesa. Con soli 3 gol subiti in campionato (di cui uno soltanto su azione), il Trani si è imposto come il “muro” del calcio italiano.
La bandiera di questa solidità è il giovane portiere Saverio Straziota (ex-Monopoli con esperienza nel Mola, come suggeriscono fonti recenti sulla rosa), il quale incarna alla perfezione l’ethos del club.
Per Straziota, questo status di portiere meno battuto non è solo un vanto personale, ma la riprova che il sacrificio paga.
Questo cammino eccezionale non si vive in solitudine. L’amore dei tifosi biancazzurri per la propria squadra è palpabile: lo stadio Nicola Lapi è regolarmente sold-out nella sua capienza ridotta (2000 posti), con centinaia di persone costrette a restare all’esterno. La tifoseria è vista come un “dodicesimo uomo” strategico in campo.
Dopo i fasti degli anni Sessanta, che videro il Trani disputare due campionati di Serie B (con l’indimenticato derby vinto 1-0 contro il Bari), e dopo anni di fallimenti e delusioni, la città ha ritrovato nel Soccer Trani e nel suo gruppo di lavoratori un senso di identità e un sogno collettivo.
Con 16 successi e la consapevolezza che nulla è impossibile se si lavora con questi valori, il Trani si candida ad essere la storia più bella e inaspettata di questa stagione calcistica italiana.