Spalletti in vista di Roma-Inter: “Obiettivo terzo posto, Dzeko forse titolare”

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ROMA – In vista della partita di domani contro l’Inter, ecco le parole in conferenza stampa dell’allenatore della Roma Luciano Spalletti:

Sulla situazione generale: “Manolas in settimana è stato gestito per l’infiammazione al retto femorale. Però poi ha sviluppato una quantità di allenamenti sufficiente. Castan oggi si allena per la prima volta dopo l’influenza e valuterò poi durante l’allenamento. Totti è stato gestito per il fastidio all’anca. Ieri si è allenato e quindi sarà a disposizione. Gyomber è fuori perché deve recuperare”.

Sui diffidati in vista del derby: “Abbiamo un numero di giocatori tale che le scelte potremo farle solo pensando alla partita di domani”.

Sull’Inter: “L’Inter ha giocato tutte le partite per portare a casa la vittoria. Domani ancor di più perché mirano al terzo posto. L’abbiamo fatto noi quando eravamo a meno cinque quindi è giusto che lo facciano anche loro”.

Su De Rossi: “Daniele può giocare in tutti ruoli perché è quel calciatore che ha tutte le qualità che hanno dei calciatori importanti e che completano quello che è l’atteggiamento che ha in campo”.

Su Dzeko: “Questa volta ci prendiamo il tempo che abbiamo a disposizione per decidere. Tutte le soluzioni sono possibili perché hanno dimostrato che tutte e due funzionano. Sia la punta che il falso nove. La formazione verrà messa a punto nella giornata di oggi e nelle ore che mi rimangono”.

Su Pallotta e Totti: “Secondo me non va bene parlare di queste situazioni parlando della comunicazione. Si rischia di banalizzare. Il metodo giusto non è quello di cercare un’opinione in più su Totti. É giusto fare schermo e transennare questa situazione. É giusto dare il tempo di finire di parlarne alle persone che sono protagonisti di questa situazione. Non c’è statistica per parlare di Totti, è un metodo ridicolo. Il metodo giusto è che si incontrino e che si parlino per trovare una soluzione che renda felici sia Totti che Pallotta. Noi poi dovremo accettare quello che decideranno. La storia di Totti è molto di più delle parole degli altri. Sono loro che devono trovare la soluzione. A noi resterà solo l’obbligo di prendere atto del loro confronto. Devono dirsela tutta fino in fondo e conoscersi in profondità. Da questo momento io smetto di parlarne e anche i giornalisti devono smettere altrimenti banalizzeremmo questa situazione. Questa è una situazione importante che non deve prendere in considerazione le opinioni di quello o quell’altro. Qui non c’è nessuno che può interferire. La cosa è talmente importante che la soluzione deve venire fuori solo dal loro incontro. Lui può avere piacere anche di giocare un solo minuto nella prossima stagione, ma il nostro giudizio non ha senso né valore”.

Sulla partita della Juventus contro il Bayern: “Se devo andare a cercare qualcosa per migliorare la Roma guardo la Roma e non la Juve. Quella è stata una bella partita con giocatori eccezionali e con una mentalità che si percepisce e che è di grandissima qualità. Sono contento di quello che sta facendo la mia squadra anche se è tutto migliorabile. Bisogna sempre lavorare ed essere aperti per poi mettere sul proprio piatto dei valori che danno una spinta per raggiungere l’obiettivo. La Roma è già una buona squadra dove si può lavorare per migliorarla ancora”.

Sulla sfida Mancini-Spalletti: “Mi emoziona tutte le volte che la Roma scende in campo perché mi dà sensazioni forti. Non importa contro chi giochiamo. É chiaro che l’Inter te la condisce un po’ perché è una grande squadra con un grande traguardo come obiettivo. Spero che la mia squadra sia all’altezza dell’importanza del match”.

Sui pochi italiani che potrebbero scendere in campo domani: “Dipende che cosa vogliamo sostenere e a cosa vogliamo dare forza. É chiaro che il mondo va verso le aperture e dobbiamo essere all’altezza di quello che propongono fuori dall’Italia. Ci sono calciatori importanti che si fanno onore anche all’estero. La soluzione è quella di aprirsi e confrontarsi altrove e dimostrare il nostro valore”.

Sulla possibilità che vengano ceduti dei top player della Roma: “Io delle cose che devo parlare con il presidente non vengo a dirle in conferenza. Io dico che da qui alla fine del campionato ci sono delle partite che sono fondamentali per il futuro di tutti. Dobbiamo fare attenzione a sviluppare le partite e poi capire dove andremo a finire al termine del campionato. Poi dovremo fare anche altri discorsi, ma adesso le attenzioni sono a immettere nelle partite le nostre qualità. Che poi un giocatore venga cercato da un’altra squadra non ha valore per me, ha valore solo il risultato della prossima partita. Dobbiamo arrivare in fondo al campionato in questa posizione perché ci sono due squadre fortissime che vogliono togliercelo. Noi cerchiamo le pressioni, le vogliamo, perché ci sono alcuni che sono contenti di essere al quinto posto. La faccia di Thohir delle volte dice questo ad esempio”.

Sulla panchina della Nazionale: “A me piace fare l’allenatore. Ho provato a staccare ma non ce l’ho fatta perché volevo tornare. Se poi lo faccio nel posto che mi piace ancora di più. Quando poi hai trovato queste due componenti si guarda al risultato. La programmazione va bene quando sei tranquillo e nelle condizioni di poter decidere e valutare a bocce ferme. Ora sono dentro alla ricerca che va al di là della programmazione e di altri pensieri. Non voglio dare nessun dubbio di quella che è la mia ricerca momentanea. Non parlo di altre situazioni se non alla classifica di questo campionato. Noi dobbiamo arrivare almeno terzi e poi se qualcuno perde punti provare ad avvicinare le altre”.

Sull’assenza dei tifosi: “Mi sembra fondamentale che Gabrielli abbia dato nuove aperture e bisogna essere pronti e bravi a inserirsi in queste aperture. Bisogna essere bravi a guardare oltre al sentimento di rivalsa. Insieme la soluzione si può trovare e questo potrebbe essere fondamentale. Non posso indicare chi ha torto e chi ha ragione ma penso che la soluzione sia vicina”.

Sul rendimento dei giocatori dopo il suo arrivo: “Una delle cose più belle e cariche di soddisfazione ad allenare è quello dell’evidenza dello sviluppo dell’allenamento. Se io vedo che i ragazzi sono dentro la causa, con l’attenzione e la disponibilità oltre alla voglia di fare tutti senza stupidità, è un risultato importantissimo perché si lavora meglio e si vive meglio realizzando di più. Ce l’ho un cruccio. Gente come Keita e Maicon: avrei voluto allenarli prima, sarebbe stato bellissimo per la loro qualità e il loro atteggiamento”.

Su Strootman: “Sta migliorando di volta in volta. Si sta arrabbiando sempre di più. Ha una faccia che incute il timore perché lotta per tutto anche in partitella. Sta crescendo in questo ed è spettacolare. É molto vicino a quello che è il ritrovare tutte le sue qualità. É chiaro che poi avrà bisogno di qualche partita vera dove andrà a riscontrare le situazioni reali. In questo dovrà confrontarsi anche con il resto della squadra perché in molti stanno facendo bene. Non è Strootman a priori, tornerà in campo quando qualcuno scenderà sotto il suo livello. Cercheremo di essere bravi a tenere di conto di tutto”.

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