Telefonate e polemiche: la ripresa della Serie A è appesa a un filo

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Serie A 2020/2021

Da una parte c’è la volontà dei vertici del calcio italiano, dall’altra la cautela del Ministro dello Sport Spadafora: la ripresa della Serie A è appesa a un filo

ROMA – Se, ad oggi, dovessimo puntare dei soldi sull’eventuale ripresa della Serie A probabilmente ci ripenseremmo più volte. La data cerchiata in rosso è quella del 18 maggio ma, al momento, la ripartenza del calcio nostrano è appesa a un filo molto sottile, un filo che rischia di spezzare da un momento all’altro. Nella giornata di ieri è andata in scena una serie di telefonate incrociate con Damiano Tommasi (presidente dell’AIC) che ha contattato Vincenzo Spadafora (Ministro dello Sport) chiedendo una ripresa immediata degli allenamenti a squadre. Risposta, ovviamente, negativa da parte del Ministro che, questa mattinata, ha rimarcato che la strada della ripresa della Serie A è sempre più stretta.

Tra oggi e domani, ha continuato Spadafora, ci saranno colloqui importanti per delineare il prossimo futuro del calcio italiano. Entro sabato, inoltre, verrà valutato il protocollo della Federcalcio, quello sarà un passo decisivo per capire se il campionato di Serie A (e forse quello di Serie B) potranno riprendere ultimando la stagione. La Lega Serie A (che il 1 maggio si riunirà in via straordinaria) ha lavorato per produrre una lettera da indirizzare al Governo al fine di stigmatizzare al questione allenamenti ma prima il comunicato dell’AIC poi il chiarimento di Vincenzo Spadafora hanno indotto i dirigenti di via Rosellini a rinviare di un giorno l’invio della missiva.

La situazione è delicata e, al momento, le percentuali che si possa tornare a giocare non sono altissime. Entro il 25 maggio, inoltre, la Federcalcio dovrà presentare alla UEFA un piano di ripresa per la conclusione del campionato di Serie A. Urge chiarezza sotto tutti i fronti, il tempo dei colloqui e delle dichiarazioni è ormai finito. In Spagna e in Germania, con tutta probabilità, la stagione riprenderà mentre in Italia tutto è ancora (e nuovamente) avvolto in una nuvola oscura.

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