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Torino, Ventura: “È un gruppo che vuol essere protagonista ma in A ci vuole tanta qualità”

Il gruppo concettualmente è forte, però dire oggi quanto possa fare in campionato è difficile.  La differenza fra la serie A e la B porta a dover colmare il gap con le altre squadre inserendo in un gruppo che ha conoscenze, compattezza, voglia e disponibilità innesti di qualità. L’arrivo di giocatori che vengono per riempire una casella non ha senso, ma lo ha se arriva qualcuno che dà una mano. Le prime due partite di campionato daranno già un’idea di quello che potremo fare. Il nostro modo di stare in campo paga contro determinate squadre e meno contro altre, quindi dobbiamo trovare delle alternative. Corvia, Jeda, Delvecchio, Esposito, Ferrario e Giacomazzi tutti giocatori con una lunga esperienza di serie A di conseguenza la partita di Coppa Italia non sarà interessante per il risultato o il passaggio del turno, ma per come verrà affrontata.

Domani la prima partita dove in palio ci sono i tre punti, la squadra fisicamente come arriva a quest’appuntamento?
“La squadra sta, più o meno, come tutte le altre squadre in questo periodo, tranne quelle che hanno già disputato Supercoppe o partite di Europa League, le altre hanno una condizione abbastanza simile. Durante il ritiro abbiamo lavorato per incamerare quello che servirà nel corso della stagione e la tappa di avvicinamento è appunto la prima partita ufficiale di Coppa Italia di domani che però non potrà vederci brillantissimi poiché siamo reduci dalla preparazione, ma c’è la voglia di confrontarci. Con il Lecce è la prima gara dove in palio ci sono i tre punti e vogliamo capire: se il lavoro fatto fino a oggi ha avuto un senso; se l’umiltà con la quale ci approcciamo è quella giusta; se la voglia che abbiamo di riprendere il discorso interrotto con la fine del campionato di che tipo è; se il lavoro svolto fino a oggi non è sufficiente per il campionato successivo e di conseguenza tutti, a partire da me, dovremo dare qualche cosa in più”.

C’è emozione per la prima gara ufficiale?
“Se la squadra fosse emozionata per la prima partita di Coppa Italia con il Lecce sarei preoccupato perché allora bisognerebbe chiedere di non andare al San Paolo, a San Siro o all’Olimpico di Roma. Credo e spero che ci sia la voglia di riabbracciare i propri tifosi e ripartire, come ho detto, da dove avevamo lasciato, da quelle settantamila persone sotto la pioggia che festeggiavano la promozione avendo ritrovato l’orgoglio granata. Dobbiamo provare a ridare le stesse emozioni per far sì che l’orgoglio non si assopisca, ma aumenti”.

Ha detto che dovete capire, che dovete riprendere il discorso, ma basandosi sulla sua esperienza e per il lavoro svolto in ritiro che sensazione ha su questo gruppo e sulle potenzialità che può avere questo Torino?
“Questa è una squadra che ha un anno di lavoro alle spalle e quindi credo che sicuramente sia più competitiva, non perché ha giocatori diversi, ma perché appunto lavora insieme da un anno. Poi chiaramente si tratta di affrontare un campionato completamente diverso da quello dell’anno scorso, la serie A non è la B, ed è evidente che quando si diceva che dovevamo colmare il gap con qualcuno che portasse esperienza e qualità in un gruppo che aveva conoscenze, compattezza, voglia e disponibilità s’intendeva questo. Non so se questo sarà sufficiente per colmare il gap con le altre squadre e da qui nasce l’esigenza, non voglio parlare di mercato, che arrivi qualche giocatore perché proprio numericamente non ci siamo e se i giocatori vengono per riempire una casella obiettivamente non ha senso, mentre ha senso se arriva qualcuno a dare una mano a questo gruppo. Questo è un gruppo che ha voglia di dimostrare, di ritagliarsi uno spazio, di sentirsi protagonista, però in serie A si hanno delle difficoltà che in altri campionati non ci sono ed è per questo che nasce l’esigenza d’innesti di qualità. Io sono assolutamente convinto che questo è un gruppo concettualmente forte, però dire oggi quanto possa fare in campionato solo questo gruppo è difficile, ma non ci vorrà molto tempo per capirlo penso che le prime due partite di campionato daranno già un’idea di quello che potremo fare. Il mercato finisce il trentuno aspettiamo di vedere la squadra finita e poi ognuno farà delle verifiche di quello che è, oggi parliamo dei se e dei ma e così non si va da nessuna parte”.

Che Lecce si aspetta?
“Mi aspetto lo stesso Lecce di quello che poteva essere il Torino l’anno scorso quando siamo andati a Siena: era una squadra di B che andava ad affrontare una di A. Avevamo voglia di fare bella figura e tutto sommato l’abbiamo fatto, in fin dei conti avevamo perso per un rigore sciocco dopo aver disputato, secondo me, una buona partita. Parlando del Lecce una riflessione che mi viene da fare, al di là dell’ex allenatore Lerda, è che Corvia ha un bel pò di campionati di serie A sulle spalle, Jeda anche, Delvecchio ne ha molti, idem Esposito e Ferrario, Giacomazzi moltissimi, stiamo parlando di una squadra che ha 7-8 giocatori che hanno una lunghissima esperienza di serie A. Il Lecce va visto in quest’ottica e non se sarà retrocesso o che campionato disputerà, ma nel suo insieme di squadra che ha dei valori e ci permette di fare una verifica importante per la qualità che hanno i nostri avversari, per la voglia del loro allenatore di fare bella figura a Torino e per il fatto che è la prima volta che quest’anno si gioca per i tre punti. Ci sono tutti i presupposti che questa partita non darà risposte definitive, ma comunque qualche risposta la darà”.

Il Torino corre su due fronti campionato e Coppa Italia a quest’ultima competizione quanto valore date?
“La prima di Coppa Italia è vista sempre in senso positivo poiché è la prima partita ufficiale e si vuole fare bene, poi magari strada facendo in base alle condizioni, alla rosa e agli infortuni a volte si pensa che sia meglio uscire per concentrarsi su altro, ma oggi non avrebbe senso questo, il Lecce è al gran completo e noi anche, diciamo così (sorride, ndr), e quindi ci sono i tre punti da conquistare. Il passaggio del turno lascia poi il tempo che trova, l’anno scorso siamo stati eliminati dal Siena, forse immeritatamente e in seguito disputando un campionato di vertice l’abbiamo vinto, per ciò non è tanto il risultato di domani che conterà, ma la prestazione e la consapevolezza di quello che possiamo fare e vedere se e come lo facciamo contro giocatori d’esperienza e qualità: questa sarà la verifica vera”.

Nell’ultima amichevole disputata con la Cheraschese nel primo tempo ha mandato in campo la quadra schierata con il 4-3-3 e nel secondo con il 4-2-4, questo è stato fatto in ottica campionato per abituare la squadra a variare secondo il tipo di avversario da affrontare?
“Questo lo abbiamo fatto anche, più o meno, l’anno scorso di volta in volta e in più occasioni abbiamo cambiato atteggiamento perché il nostro modo di stare in campo paga contro determinate squadre e meno contro altre, quindi se sappiamo che paga meno dobbiamo trovare delle alternative: come abbiamo fatto lo scorso anno a Nocera giocando in un certo modo e a Sassuolo in tutt’altro pur avendo gli stessi uomini. Quando dico che questo è un gruppo forte è perché ha acquisito delle conoscenze ed è consapevole di saper fare queste cose, poi bisognerà vedere con quale adrenalina, umiltà, determinazione e voglia si eseguirà quanto appreso”.

In che condizioni sono Sansone e Santana?
“Sansone speriamo di averlo martedì per la ripresa degli allenamenti e Santana sta meglio, ma non ha i novanta minuti”.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]

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