UEFA, Ceferin: “Porte chiuse fino a nuovo avviso, no rischi”

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UEFA, Ceferin

Le parole del presidente della UEFA nel corso di un’intervista rilasciata ai canali ufficiali del massimo organismo che regola il calcio europeo.

NYON – Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del massimo organismo che regola il calcio europeo. Queste le sue parole: “Ci ho creduto fin dal primo momento (alla conclusione delle coppe europee). Bisogna essere sempre ottimisti. Bisogna avere un piano pronto in caso di eventi straordinari come questa crisi. Al momento abbiamo programmato di giocare tutte le restanti partite senza pubblico fino a nuovo avviso. Non vogliamo correre alcun rischio”.

Sulle misure che la UEFA potrà adottare per ridurre l’impatto economico ha dichiarato: “Naturalmente c’è stata grande attenzione alle competizioni d’élite. Ma è anche chiaro che il calcio di base sarà sempre una parte vitale della nostra missione. Visti i protocolli medici e le disposizioni che saranno in vigore, sarà importante innanzitutto che nessuno si assuma rischi inutili. Dobbiamo essere tutti particolarmente attenti quando si tratta di bambini”

Sul ritorno dei tifosi sugli spalti ha aggiunto: “Sono sicuro che sarà una bella sensazione. Penso come tutti che sarebbe ancora più bello assistere a una partita con i tifosi sugli spalti. Ma sono una persona ottimista, e la mia grande speranza mi dice che gli spettatori potranno tornare a riempire gli stadi il prima possibile”. E infine: “Noi come organo di governo abbiamo dovuto occuparci di tutto il calcio, non solo delle competizioni UEFA. Di conseguenza, abbiamo cercato di fare da guida in Europa, e credo che ci siamo riusciti con successo. Penso che la decisione di rimandare EURO 2020 al prossimo anno sia stato un momento decisivo, perché è stata presa in una fase abbastanza precoce. Tutti hanno capito che l’abbiamo fatto per aiutare gli altri protagonisti del calcio e, ancora una volta, devo sottolineare lo spirito di totale unità e solidarietà che si stava delineando”.

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