L’analisi tattica di Bologna-Juventus: intensità e verticalità

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BOLOGNA – Al Dall’Ara va in scena una sfida chiave nella corsa al quarto posto tra Bologna e Juventus. A spuntarla sono i bianconeri, che si impongono per 0-1 grazie al colpo di testa di Cabal, entrato da pochi minuti e decisivo grazie a un perfetto contromovimento sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un successo pesante che consente alla Juventus di superare gli emiliani in classifica e di portarsi al quinto posto, in attesa dello scontro diretto tra Roma e Como.

Il Bologna si presenta con il consueto 4-2-3-1 ormai codificato da Vincenzo Italiano, con Dallinga impiegato come centravanti al posto di Castro. La Juventus risponde con il suo abituale 3-4-3, con David riferimento centrale e Yildiz e Conceição a supporto sugli esterni offensivi.

Fin dalle prime battute il Bologna imposta la gara sui duelli individuali a tutto campo, mantenendo una linea difensiva alta e aggressiva, marchio di fabbrica della squadra di Italiano. La Juventus, dal canto suo, mostra un atteggiamento decisamente più deciso rispetto alla gara contro il Napoli, in cui i bianconeri erano apparsi timidi e poco incisivi, soprattutto nel primo tempo.

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La squadra di Spalletti cerca con continuità la verticalità, utilizzando spesso palloni lunghi per attaccare la linea a quattro del Bologna — una delle poche ancora presenti in Serie A. Gli inserimenti dei quinti, Cambiaso e McKennie, sono costanti: i due occupano spesso gli spazi interni per liberare le corsie laterali agli esterni offensivi, mentre il movimento continuo e rapido del tridente crea superiorità dinamica tra le linee.

Già nel primo tempo la Juventus riesce più volte ad attaccare lo spazio oltre il centrocampo rossoblù, trovandosi in situazioni di 3 contro 4 a campo aperto, con ampi margini di manovra per rifinire sulla trequarti, come nell’azione che porta al gol poi annullato per fuorigioco. I 18 palloni toccati nell’area avversaria nel primo tempo certificano l’efficacia della proposta offensiva bianconera.

Il Bologna, invece, prova a risalire il campo attraverso un fraseggio corto e ragionato, affidandosi poi agli strappi sugli esterni di Cambiaghi e Orsolini e agli inserimenti dei terzini. È proprio dalle corsie laterali che la squadra di Italiano

costruisce le occasioni più pericolose, cercando il cross verso il centro o la conclusione diretta, come nella traversa colpita da Zortea nel finale della prima frazione.

I primi cambi arrivano dalla panchina bianconera: Spalletti inserisce Openda e Cabal al posto di David e Cambiaso. Proprio una nuova progressione dei tre attaccanti negli spazi della trequarti porta Yildiz a una conclusione insidiosa che si trasforma in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner nasce il gol decisivo: Cabal, appena entrato, si libera con un perfetto contromovimento su Zortea e, sul cross preciso di Yildiz, colpisce di testa trovando la rete del vantaggio.

Italiano prova a reagire inserendo Sulemana e Castro, alzando il baricentro della squadra. Il Bologna prova a spingere, ma la Juventus continua a rendersi pericolosa sfruttando le transizioni rapide e i lanci in profondità. In una di queste situazioni Openda si invola verso la porta e viene atterrato da Heggem: fallo da ultimo uomo e cartellino rosso che lascia il Bologna in dieci uomini.

Negli ultimi venti minuti i rossoblù tentano comunque di avanzare, ma l’inferiorità numerica pesa. La Juventus gestisce il possesso, e difende con ordine, cercando di colpire in ripartenza. I bianconeri trovano anche altre occasioni con Openda, senza però riuscire a chiudere definitivamente la partita.

Nel complesso, la Juventus appare nettamente migliorata sul piano del gioco offensivo, capace di creare numerose situazioni potenzialmente pericolose grazie all’intensità e alle continue aperture verticali. I bianconeri portano a casa una vittoria fondamentale, mostrando segnali evidenti di crescita soprattutto sul piano offensivo e nella gestione degli spazi tra le linee. Il Bologna conferma la propria identità tattica e un’organizzazione solida, ma paga la scarsa concretezza sotto porta. Tre punti pesanti per i bianconeri nella corsa Champions, mentre gli uomini di Italiano restano pienamente in lotta, pur con qualche rimpianto.

A cura di Italo Lo Priore