Bari: non può pensarci sempre lui

E fu così, che su una palla insidiosa calciata su punizione di Milanetto, Luca Toni ha avuto ancora le forze per alzarsi in area di rigore e colpire, quel tanto che basta, per permettere ai grifoni di sfatare il tabù Marassi e di appropriarsi dell’intera posta in palio. La partenza dall’ultimo (in ordine temporale) ‘fotogramma’, che aleggia nella mia mente al pensiero della partita col Genoa, è d’obbligo per la partenza di questo mio editoriale.

Non è il caso di fare il gioco di assegnare le colpe, perchè alla difesa del Bari non va rimproverato nulla per come si è comportata e per come ha giocato nell’arco dei 90 e passa minuti della sfida del Marassi. Ma, analizzando quello che è accaduto, verrebbe da dire un bel ‘Ben ti sta!’.

Già, perchè le clamorose palle gol, capitate sui piedi di Castillo e Caputo, sono doni che il destino ti offre e che difficilmente potrà ridarti. L’attaccante cileno, schierato titolare causa la volontà di non rischiare Kutuzov (che si è allenato a parte per via di una tendinite per diversi giorni), seppur prezioso in fase di appoggio, ha mostrato ancora una volta di perdersi sul più bello: poca decisione negli sprint con i difensori del Genoa, nonchè poca convinzione sotto porta, o quanto meno a tu per tu con Eduardo.

Ciccio Caputo, invece, ha pagato lo scotto del debutto in A. Ci mancherebbe, tanta voglia di correre mostrata dall’attaccante altamurano, ma anche lui, quest’oggi, si è fatto ipnotizzare in quel tu per tu con il portiere portoghese all’ 86′.

Come un boomerang ritornano, così, le pressochè settimanali pecche, nonchè lamentele sul reparto avanzato del Bari. Il messaggio è sempre lo stesso: non può pensarci sempre Barreto a creare pericoli e a gonfiare le reti avversarie. Anche oggi il brasiliano è stato un’autentica spina nel fianco della retroguardia rossoblu, mostrando di essere in condizioni di forma ottimali.

Ma senza continuare a tastare il dolente tasto dell’attacco, un altro motivo da analizzare è l’incapacità di attaccare l’avversario in condizioni di superiorità numerica. L’espulsione di Moretti, nonchè il pari di Barreto su rigore, avevano dato l’impressione che quella partita, messasi male nel finale di primo tempo, si stesse raddrizzando. Ci si aspettava che il Bari uscisse dalla sua tana e iniziasse a dettar legge, ma i galletti hanno iniziato ad avere paura dei leoni rossoblu. Infatti, gli uomini di Gasperini non hanno mai mollato la presa e hanno abbindolato la formazione di Ventura, incapace negli ultimi 20′ di giocare la palla come sa, di creare le occasioni che le sono più consone.Si è avuta la netta impressione che al Bari stesse bene, e anche giustamente, il pari, ma il troppo lassismo e la troppa impotenza nei confronti degli attacchi del Genoa hanno presentato, alla fine, il loro conto.

Si sapeva alla vigilia che la sfida non era delle più facili, però il Bari ha preferito non salire sul treno che le avrebbe permesso, di sicuro, di ritornare in Puglia con qualche punto in più. Purtroppo, però, questo non è accaduto. La sosta, allora, servirà ai ragazzi per ricaricare le batterie sotto il profilo fisico e mentale.

Infine, concedo un pensiero sulla prestazione del centrocampo. Premesso che il campo impietoso non abbia permesso ad Almiron di giocare palloni decenti, si è ammirato il miglior Ghezzal con la maglia del Bari. Il franco-algerino ha mostrato la sua personalità e non ha avuto alcun timore nell’attaccare la difesa avversaria. Le note stonate giungono, invece, da Gazzi e Alvarez. Il rosso centrocampista ha beccato la sua giornata no, sembrando un po’ disattento in fase di disimpegno, nonchè di copertura, mentre l’esterno honduregno, evanescente nel corso del primo tempo, ha subito la prepotenza di un super Criscito.

Sono tanti i punti su cui riflettere che questa sconfitta in terra ligure porta in dote. Il tempo ce n’è e la sosta, fortunatamente, lo permette. La volontà di attaccare non deve mancare mai ad una squadra giovane come il Bari, a cui serve un giocatore in rosa che si travesta quanto prima da goleador. Perchè, del resto, non può pensarci sempre Barreto…

[Gaetano Nacci – Fonte: www.tuttobari.com]