Benitez: “Sneijder tornerà presto. Coutinho? Forse dall’inizio, Deki…”

246

Vigilia di Inter-Palermo ad Appiano Gentile. Rafa Benitez analizza così la difficile trasferta in terra siciliana.

Buongiorno mister. Qui a Milano c’è un clima autunnale, a Palermo fa caldo. Potrà influire?

“Il tempo sarà lo stesso per tutti, non credo influirà. Noi siamo una squadra forte, loro anche. Hanno fatto molto bene contro il Maribor. Sarà una partita difficile”.

Quali sono le condizioni di Sneijder e Pandev?

“Pandev ha svolto l’allenamento normalmente, l’infortunio non è serio. Sneijder ha provato oggi, ha ancora dolore, è meglio per lui e per tutti aspettare, penso che la prossima settimana starà bene”.

E’ più prudente rimanere allo stesso modulo?

“Oggi ho imparato cos’è il rombo, pensavo fosse un pesce. Vediamo cosa possiamo fare, ma la differenza non sta nel modulo, sta nell’attitudine dei giocatori e nell’intensità”.

Coutinho può partire dal 1′?

“Per ora parte con noi. E’ una possibilità”.

Mi dà un giudizio su Mariga? E’ stato un po’ tartassato dalla stampa.

“Non ho visto i giudizi della stampa. Sta facendo un buon lavoro, corre tanto e quindi può sbagliare qualcosa nei passaggi. E’ giovane, sta imparando e può far bene per la squadra”.

Quali progressi ha visto nella squadra?

“E’ chiaro che dobbiamo migliorare in difesa, ma sono contento per tante cose che sta facendo la squadra. Magari le facciamo per 20′ e poi non abbiamo continuità per 90′. Contro l’Udinese abbiamo fatto molto bene in avvio, contro Bologna e Twente siamo andati bene nel secondo tempo. Siamo sempre più vicini al top, ma c’è bisogno di tempo”.

Come sta Stankovic?

“Stankovic sta bene. E’ a disposizione”.

Può influire il fatto che il Palermo ha giocato giovedì?

“Giocare giovedì non fa grande differenza. Io ho giocato alle 12.45 di sabato in Inghilterra dopo le gare delle nazionali. Il tempo per recuperare c’è”.

Come sta Santon? In futuro può tornare utile a centrocampo?

“E’ stato infortunato per tanto tempo. In estate si è spesso fermato dopo una parte di allenamento. Negli ultimi dieci giorni ha lavorato meglio, senza che il ginocchio si gonfiasse, però all’inizio ha perso tutto il lavoro tattico. E’ una possibilità, ma abbiamo giocatori come Chivu e Zanetti da quella parte. Ha potenzialità, recuperando a poco a poco avrà la possibilità di giocare”.

L’impressione è che quando Milito e Maicon arriverà al 100% potrà esserci il salto di qualità.

“Di sicuro è così. Oggi Milito si allenato molto bene, sono contento di lui. Maicon è fondamentale allo stesso modo. Certo per un attaccante non è facile, perché se fa gol si dice che è tornato lui. Maicon ha giocato contro il Twente in condizioni precarie, penso sia al 60-70%, piano piano arriverà al top”.

Cosa pensa della polemica Ibra-Sacchi?

“Uno è un grande giocatore e l’altro un grande allenatore, sempre rispettoso. E’ una sorpresa per me, ma entrambi devono fare il proprio lavoro. Spero lo facciano bene, Ibra magari non troppo contro di noi”.

Come sta andando il suo ambientamento?

“Il tempo è un po’ inglese (ride, ndr). La mentalità è più spagnola, invece. Ho bisogno di tanto tempo per lavorare per la squadra e quindi non riesco granché a concentrarmi sul resto. Si vede nel carattere della gente che i tifosi sono sempre vicini alla squadra, come al Liverpool. In conferenza stampa qui forse si parla più di calcio. Qui si può parlare di calcio con tutti, tutti hanno una formazione, un modulo o un’idea su cosa fare”.

C’è un allenatore a cui si ispira?

“Non è facile perché una cosa è ciò che hai in testa e un’altra sono i giocatori che hai. La nostra è una squadra di qualità. I giocatori mi dicevano che volevano giocare di più la palla e continuare a vincere. L’anno scorso c’erano tanti nuovi, quest’anno ci conosciamo noi e ci conoscono gli altri. Possiamo fare più possesso palla, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo. Di certo la squadra vuole fare di più. Al momento la squadra che gioca meglio è il Barcellona, la Spagna tra le nazionali. Ma questo è un lavoro di dieci-quindici anni partito dal settore giovanile. E’ un lavoro difficile, ma loro hanno qualità e un grande allenatore. Tutti vogliono giocare così, ma noi non abbiamo dieci-quindici anni”.

[Mattia Todisco – Fonte: www.fcinternews.it]

Articoli correlati