Bologna: Donadoni studia le mosse anti Verona

logo Bologna calcioSquadra che vince non si cambia. O almeno così potrebbe essere anche questa volta perché se il Bologna che sabato scenderà in campo al Bentegodi prenderà più concretamente forma nelle prossime ore, la sensazione è che l’undici non sarà molto diverso da quello che domenica ha battuto l’Atalanta. Proprio quello che, con un paio di cambi tra il primo e il secondo tempo, nella ripresa è riuscito ad imprimere la svolta alla gara. Nell’allenamento di questa mattina Donadoni ha mischiato le carte provando diversi interpreti, ma la difesa era quella del secondo tempo di domenica, con Rossettini e Masina sulle fasce e la coppia Gastaldello – Maietta al centro. Donadoni ha provato i movimenti difensivi ma anche qualche schema d’attacco, con particolare riferimento ai cross e agli inserimenti dei centrocampisti. Prove, dunque, in cui il tecnico ha ruotato parecchi degli interpreti a disposizione. La buona notizia dall’infermeria è che Giaccherini si è regolarmente allenato in gruppo. Gli esami a cui è stato sottoposto a scopo di fatto precauzionale dopo l’affaticamento accusato sul finire della gara contro l’Atalanta, hanno escluso lesioni. Visto il doppio infortunio di inizio stagione, Giaccherini è stato sottoposto ad alcuni accertamenti, ma già nel dopo partita l’ex Sunderland aveva ipotizzato che fosse nulla più di un affaticamento.

L’undici anti Hellas prenderà dunque forma nei prossimi due giorni, intanto il Bologna ritroverà due protagonisti della recente promozione come Coppola e Matuzalem. Il portiere, arrivato come vice, non sarà titolare, mentre fin qui il regista ha totalizzato 6 presenze, frutto però principalmente di spezzoni di gara dal momento che è partito titolare solo in un paio di occasioni dopo essere arrivato a Verona, da svincolato, il 18 settembre con un contratto annuale più o meno alle stesse cifre proposte dal Bologna. Matuzalem all’epoca aveva rifiutato la proposta di rinnovo lasciando in più di un tifoso una bella dose di rammarico perché a centrocampo un elemento della sua esperienza sarebbe servito. Sotto le due torri il regista indiziato sembrava Crisetig, al quale poi è stato preferito l’ancor più giovane Diawara. A quello che Rossi chiamava “il ragazzino” i perfezionisti imputano un gioco forse troppo lineare, con la possibilità di crescere quando si tratta in particolare di verticalizzare il gioco. Certo la personalità in campo non gli manca, e i margini di crescita sono tutti dalla sua, al punto che di lui si sono già accorti club italiani e stranieri a cui il Bologna ha rispedito gli interessamenti al mittente. Fra tre giorni vedremo se andrà in scena il confronto diretto nel cuore della mediana tra il recente passato e quello che ha tutto per diventare il futuro rossoblu.

[Cinzia Saccomanni – Fonte: www.zerocinquantuno.it]