Bravo Delneri a ordinare la Juve, ma la sfortuna ‘smaschera’ Benitez

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La nota più positiva della serata di Inter-Juventus è il rispetto con cui entrambe le squadre si sono affrontate, evitando di eccedere in comportamenti indotti da un eccesso di nervosismo. Chiaro, l’agonismo in campo non è mancato, ma è stata la naturale evoluzione di un match con tanti campioni in campo, che tradizionalmente vale più dei tre punti. Lavoro dunque più agevole per l’arbitro Banti, più aiutato dai 22 in campo rispetto ai fischietti che l’hanno preceduto nei recenti ‘derby d’Italia’. In campo la partita ha offerto tante emozioni, ma nessun gol. Non che i portieri abbiano riposato tutta la serata, anzi. Julio Cesar e Storari si sono guadagnati onestamente la pagnotta con interventi a dir poco decisivi, soprattutto nella ripresa (stoppati Quagliarella e Maicon a pochi passi dalla rete).

Il resto dello 0-0 è stato costruito dall’attenta organizzazione tattica della Juventus, che in pratica non ha lasciato neanche un centimetro agli attaccanti nerazzurri. Rispetto alla retroguardia colabrodo di un paio di settimane fa, quella presentata da Delneri aveva le sembianze di un muro arduo da scalare persino per i campioni nerazzurri. Un 4-4-2 pulitissimo, sempre ordinato, molto alto, con l’intento di impedire all’Inter di costruire l’azione facilmente, passando dai piedi di Stankovic e Cambiasso. Neanche Benitez è riuscito a trovare una soluzione all’enigma, ma va detto che lo spagnolo può reclamare a ragione per una buona dose di sfortuna. Cavalcando le voci che durante la settimana vedevano Milito al centro dell’attacco interista, con Eto’o largo a sinistra, il tecnico ha sorpreso tutti rinunciando al Principe, scelta coraggiosa soprattutto dal punto di vista ‘politico’, per dare maggiore velocità al reparto offensivo con Eto’o centrale e i due baby Coutinho e Biabiany. In pratica, lo stesso undici che ha schiantato il Werder Brema in Champions.

Ma la difesa juventina non è più al livello di quella tedesca e sin dall’inizio ha retto bene il colpo. Poi, l’infortunio di Biabiany ha ‘smascherato’ il bluff di Rafa, costretto a tornare allo schieramento offensivo sul quale probabilmente Delneri aveva lavorato in settimana: Milito davanti con Eto’o laterale. Un ritorno al passato che ha reso la manovra nerazzurra più prevedibile, ‘vittima’ della possenza di Bonucci e Chiellini e dell’abnegazione di Marchisio, largo a sinistra per contrastare le ripartenze di Maicon. Una strategia contenitiva, quella bianconera, che ne ha limitato il gioco offensivo, salvo qualche rara occasione in cui gli ospiti sono stati bravi a ripartire, spingendo soprattutto sulla destra grazie a un ottimo Krasic. Dal canto suo, faticando contro la difesa schierata, l’Inter ha provato a sorprendere la Juventus in contropiede, cavalcando lo stato di grazia di Eto’o (devastante in alcune sue serpentine palla al piede) e approfittando di alcune delle rarissime disattenzioni del centrocampo bianconero.

Poi, se nel finale Milito non mandasse fuori quel pallone che in altri tempi avrebbe insaccato a occhi chiusi, è inevitabile che il risultato sia destinato a non sbloccarsi. A questo va aggiunto che Benitez, con un altro cambio obbligato (Santon per Eto’o), aveva ben poco da inventarsi per cambiare l’andamento dell’incontro, dal momento che la panchina non gli offriva alternative potenzialmente decisive. Pari e patta sotto tutti i punti di vista, dunque, con la Juve di certo più soddisfatta e l’Inter che si conferma ‘vittima’ della sindrome dell’altalena: un’alternanza di risultati e prestazioni che alla sesta di campionato è ancora giustificabile. Siamo sempre in fase di lavori in corso, molti giocatori sono ancora fuori forma e altri addirittura infortunati. Serve avere pazienza prima di vedere la a ‘vera’ Inter di Benitez, magari già da Cagliari, recuperati molti dei calciatori fuori condizione, riusciremo a intravedere qualcosa di più continuativo. Per il momento resta la rinuncia al primato in classifica e un bilancio negativo negli scontri diretti con le ‘ipotetiche’ big di inizio stagione: un punto contro Roma e Juventus. Anche i numeri, come il gioco, reclamano continuità.

[Fabio Costantino – Fonte: www.fcinternews.it]