Calciomercato e stadio l’ora della svolta

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BARI – Mentre la squadra si prepara al debutto sotto la guida di Moreno Longo, la società si muove per rinforzare la rosa. Parallelamente, il Comune definisce le linee guida per la futura gestione del San Nicola.

Con l’apertura della sessione di gennaio e l’insediamento di Valerio Di Cesare come responsabile dell’area tecnica, il Bari ha già iniziato a delineare i primi interventi necessari per invertire la rotta. L’obiettivo è fornire a Longo elementi pronti all’uso per risalire la classifica.
L’arrivo di Andrea Cistana dallo Spezia, sembra il prossimo rinforzo di esperienza per il reparto arretrato. Resta monitorata anche la situazione di Bonfanti (di proprietà dell’Atalanta, attualmente al Pisa).

Tra i nomi ufficiali figurano i prestiti dall’Inter dei giovani Giacomo De Pieri e Giacomo Stabile. In attacco, oltre ai profili di Cuni e Benedetti già usciti in queste ore, si segue con attenzione la pista che porta a Caso del Modena, considerato un innesto di qualità per il reparto offensivo.

La strategia del club prevede che a ogni entrata debba corrispondere un’uscita, rendendo il compito di Di Cesare particolarmente complesso in questa fase di emergenza.

Sul fronte amministrativo, la Giunta comunale ha avviato le procedure per individuare il nuovo gestore dello stadio, con la scadenza dell’attuale concessione fissata a maggio 2026. Il Comune ha deciso di affidare la redazione del nuovo Piano Economico di Gestione (PEG) a un soggetto esterno con competenze specialistiche in pianificazione finanziaria e gestione dei rischi.

Il nuovo bando dovrà tenere conto di diversi fattori chiave partendo in primis da una valutazione rigorosa dei costi sostenuti dall’amministrazione rispetto ai risultati della gestione precedente, per poi passare ad una maggiore disciplina degli introiti derivanti da eventi non sportivi, come i grandi concerti, che rappresentano un importante volano economico per la città.

Una chiara ripartizione delle responsabilità tra l’Ente (proprietario) e il futuro gestore, per garantire la tutela di un bene che è patrimonio collettivo.

La relazione finale, che definirà i termini del bando, sarà sottoposta al Consiglio comunale entro il 20 febbraio, data che segnerà il destino del rapporto tra la SSC Bari e la sua storica casa.

Il rilancio del Bari non può prescindere dall’adeguamento del suo contenitore, lo stadio San Nicola. Il piano di lavori coordinato dal Comune, proprietario dell’impianto, segue un calendario serrato che mira a restituire piena funzionalità e modernità alla struttura progettata da Renzo Piano, con un occhio di riguardo alla candidatura per Euro 2032.

Negli ultimi mesi, lo stadio ha già cambiato volto attraverso una serie di passaggi chiave che ne hanno permesso l’omologazione per i massimi campionati come la sostituzione integrale dei seggiolini, un intervento che ha interessato tutti i settori, dalle curve alle tribune, adottando il caratteristico schema cromatico sfumato bianco e rosso.

La sfida più complessa successivamente è stata la posa delle nuove membrane in teflon sulla copertura. Dopo anni di degrado, i 26 petali sono stati quasi interamente ripristinati con materiali ad alta trasmittanza luminosa e isolamento termico.

Infine è stato installato un nuovo sistema di illuminazione a LED dinamico, capace di cambiare colore esternamente per eventi o ricorrenze, insieme a nuovi tabelloni elettronici di ultima generazione.

Novità per il popolo sportivo biancorosso e non solo sarà, entro il primo semestre del 2026, l’inaugurazione della nuova fermata ferroviaria dedicata. Si tratta di un’opera strategica che permetterà di decongestionare il traffico automobilistico durante i match e i grandi eventi estivi, collegando direttamente l’impianto alla rete metropolitana barese.

Entro il 20 febbraio 2026, l’amministrazione comunale presenterà il dossier specialistico che definirà i costi di gestione e le nuove modalità di bando. L’obiettivo è chiudere la procedura di affidamento entro giugno 2026, garantendo che chiunque gestirà la struttura abbia un piano di ammortamento e manutenzione sostenibile nel lungo periodo.

Sebbene non facciano parte del cronoprogramma immediato, restano nel cassetto i progetti per l’eliminazione della pista di atletica e l’avvicinamento degli spalti al campo. Queste opere restano tuttavia vincolate all’assegnazione ufficiale di grandi eventi internazionali o a un partenariato pubblico privato che garantisca la copertura dei costi, stimati in diverse decine di milioni di euro.

In definitiva, il San Nicola si prepara quindi a smettere i panni di “gigante incompiuto” per diventare un hub polifunzionale, pronto a ospitare i grandi concerti già in calendario per l’estate 2026 e, si spera, una squadra nuovamente protagonista nel calcio che conta.