Catania, Gasparin: “Rapporto di stima con Lo Monaco che dura da 20 anni”

MASCALUCIA (CT)A margine della conferenza stampa di presentazione come nuovo addì del Calcio Catania, Sergio Gasparin concede un extra e, davanti, alle telecamere approfondisce temi già trattati e non in conferenza:

“Tutte le cose difficili sono esaltanti nel raggiungersi. Se non fosse così complicata e difficile la scalata non ci sarebbe neanche la necessità di costituire un gruppo importante per la realizzazione. Sarà un percorso irto di ostacoli, com’è sempre stata la storia del club come il Catania. Contemporaneamente c’è tanta fiducia di raggiungere gli obiettivi, possibile solo quando le componenti lavorano tutte per quell’obiettivo. In tante piazze il pubblico è importante, a Catania l’apporto del pubblico è spesso stato determinante. Il loro apporto all’interno dello stadio, per le sorti di questa squadra è determinante.

La salvezza è un’impresa sportiva molto difficile. I rivali all’interno del campionato sono agguerriti e sanno bene che regalarsi un altro anno in serie A significa dar continuità alla propria storia, delle entrate che daranno solidità finanziaria. Solo quando si raggiunge questo obiettivo si può alzare l’asticella. La salvezza resta l’obiettivo primario.

Il calciomercato è condizionato dalle nostre scelte ed influenzato dalle opportunità in arrivo ed in partenza. Abbiamo idee chiare, vedremo se si potranno realizzare.

Con Lo Monaco c’è un rapporto di stima che dura da 20 anni. Ci accomuna la grande passione, il lavorare instancabile e la fermezza caratteriale. Siamo diversi nelle espressioni, nelle relazioni, ma sono più le cose che ci accomunano che non quelle che si separano. Per vincere c’è bisogno di tante componenti, ma si riesce a vincere solo se vince assieme.

Cercherò di dare tutto me stesso per impegno, professionalità alla conduzione di questa società. Non faccio promesse sul piano tecnico, quelle dipendono da tanti fattori. L’impegno e la dedizione verso la propria professione e la causa sportiva dipendono da me e sono in grado di prometterlo.

Quando nel 1996 mi chiesero il segreto del Vicenza, arrivato al primo posto in solitaria in A a Novembre, vincemmo Coppa Italia, arrivammo in semifinale di Coppa delle coppe ed eravamo in utile economico, risposi che il progetto era partito nel 1989 ed i risultati non furono subito positivi, bisogna guardare le radici, gli inizi, anche nella mancanza di risultati sportivi mettemmo le basi per raggiungere quei traguardi. Fu un percorso molto lungo”.

[Redazione Mondo Catania – Fonte: www.mondocatania.com]