Gigio Donnarumma è finito nel mirino e ora non può davvero sbagliare: il rischio è quello di incappare in una vergogna epocale.
L’Italia affronterà l’Irlanda del Nord in casa nel primo dei due turni playoff per il Mondiale 2026. Se gli azzurri supereranno il proprio avversario se la vedranno poi in trasferta con la vincente di Galles-Bosnia. Il Commissario Tecnico della Nazionale italiana, Rino Gattuso, spera ovviamente di poter contare su tutti i suoi uomini nelle migliori condizioni per l’appuntamento con l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo 2026, e poi eventualmente nello spareggio decisivo del 31 marzo.

Gattuso si affiderà soprattutto sul capitano azzurro, Gigio Donnarumma, senza dubbio una delle colonne della squadra. Una presenza fondamentale non solo in campo ma anche nello spogliatoio, grazie all’esperienza accumulata – sia nei club che in Nazionale – e ai tanti successi conquistati: tra questi anche l’Europeo del 2021 con la maglia azzurra.
Fallire per la terza volta di fila l’approdo al Mondiale sarebbe davvero catastrofico: dopo essere stati buttati fuori da Svezia (nel 2017) e Macedonia del Nord (nel 2022) stavolta non si può proprio fallire. Il sorteggio è stato anche piuttosto benevolo, anche se le partite vanno giocate tutte: l’Italia degli ultimi tempi ha dimostrato di faticare anche contro avversari decisamente inferiori.
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Eppure, se si va a fare un confronto tra la rosa dell’Italia e quelle di Irlanda del Nord, Galles e Bosnia non c’è davvero paragone. Non solo a livello tecnico: la Gazzetta dello Sport ha infatti posto l’accento sui guadagni enormemente superiori dei giocatori azzurri rispetto ai loro colleghi che fanno parte delle altre tre selezioni.

Soffermandosi solo su Italia-Irlanda del Nord la disparità è gigantesca: gli stipendi totali degli azzurri toccano quota 102 milioni annui, contro i soli 10,6 dei giocatori nordirlandesi. Il più pagato dell’Italia è Mateo Retegui, che percepisce uno stipendio da 16 milioni di euro all’anno con l’Al-Qadsiah: lo segue proprio capitan Donnarumma, che guadagna 12 milioni di euro al Manchester City. Dietro di loro si piazza sul podio Sandro Tonali: l’accordo con il Newcastle gli garantisce 7 milioni di euro all’anno.
Chiaramente anche l’Irlanda del Nord ha qualche giocatore di valore: il più pericoloso è Conor Bradley, difensore del Liverpool che percepisce uno stipendio da 2,4 milioni all’anno con i Reds. Subito dietro ci sono Trai Hume e Daniel Ballard del Sunderland con un milione di euro di ingaggio. Poi tanti elementi che giocano con squadre di seconda o terza divisione inglese e che ovviamente possono contare su stipendi largamente inferiori a quelli dei colleghi italiani. Anche con Galles e Bosnia il discorso è simile: per la Nazionale bosniaca siamo all’incirca sui 12 milioni di euro annui, mentre è un po’ più alta la quota complessiva gallese (23 milioni). Non è solo questione di soldi, ma fallire l’appuntamento mondiale con questa disparità di cifre in campo, sarebbe una vergogna nazionale.