Euro 2016: Pseudotifosi, l’AIDS del calcio

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Un morto e centinaia di feriti in seguito agli scontri tra Inglesi e Russi. Scontri anche a Nizza tra Polacchi e Irlandesi

Europei 2016 logoMARSIGLIA – Ci sono momenti e situazioni che fanno amare il calcio più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ci sono momenti poi che lo fanno odiare come fosse la cosa più spietata, cruda e inutile che si possa vedere. Oggi è uno di questi.

Il calcio è lo sport per eccellenza nel mondo occidentale e, come tale, deve tramandare valori come la lealtà ed il rispetto reciproco. Rispetto che, ahimè, in questo Europeo scarseggia e non poco. Dal punto di vista prettamente sportivo e tecnico nulla da dire in questi primi due giorni ma, fuori dal rettangolo di gioco, è stata una catastrofe in tutti i sensi. Un morto e centinaia di feriti, questo è il bilancio della tre giorni di scontri tra tifosi Inglesi e Russi prima durante e dopo la partita e fuori e dentro il campo. Un vero scempio agli occhi di chi guarda con altri occhi. Occhi di chi vuole solo godersi una partita o anche occhi di chi non è interessato al calcio e, guardando quelle immagini, non ha la minima voglia di avvicinarsi ad un sport che è meraviglioso ma al contempo viene bistrattato e ridicolizzato da bestie nemmeno degne di sedere sugli spalti. Si, perchè in quegli spalti ci sono famiglie, uomini, donne e bambini che non devono rischiare la vita per una partita di calcio. E’ una cosa fuori da ogni logica umana che si rispetti.

Bar e ristoranti ridotti ad un cumulo di sedie rovesciate e spaccate, bottiglie di birra ovunque, chiazze di sangue disposte qua e la lungo le strade della meravigliosa Marsiglia. Teatro di guerra per 72 ore e presa d’assalto da chi non aveva intenzione di vedere la partita ma solo di creare caos e paura in tempi in cui la paura regna sovrana in Francia e non solo. E alla fine il morto c’è scappato. Come se non bastasse gli scontri sono iniziati anche a Nizza tra tifoserie della Polonia e Irlanda del Nord impegnate questa sera alle 18 per il match del gruppo C. L’augurio è che queste scene non si ripetano più ma la cosa è molto difficile.

Non si può, non si deve e soprattutto non si deve permettere che delle bestie rovinino una manifestazione sportiva cosi importante che deve solo tramandare gioia, serenità e rispetto indipendentemente da quale sia il vincitore e chi il perdente perchè in questo momento stiamo perdendo tutti quanti in quanto a civiltà. E in ultimo, l’Isis può stare tranquillo perchè ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani.

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