La F1 spegne 70 candeline (in quarantena)

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Silverstone 1950: settanta anni fa si disputava il primo Gran Premio della competizione automobilistica più amata al mondo

Nessuno avrebbe immaginato che i festeggiamenti per i settant’anni dal primo Gran Premio li avremmo passati così, ma tant’è. Se tutto fosse rimasto com’era, ad oggi saremmo in attesa del GP di Montecarlo, uno dei più tradizionali e caratteristici. Da sempre la Formula 1 è uno sport che appassiona ed esalta: in questi primi 70 anni si sono succeduti e distinti piloti di razza come Fangio, Prost, Hunt, Lauda, arrivando fino ai contemporanei Michael Schumacher, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

Per un tifoso italiano parlare di Formula 1 è un po’ come scorrere le fotografie di un album di famiglia: è un passato che ci appartiene, che intercorre come un legame di sangue tra F1 e Italia. Per evidenti motivi Formula 1 e Ferrari, nella mente di un appassionato di corse, sono infatti quasi la stessa cosa. Tuttavia il 13 maggio di quel lontano 1950 la Ferrari non disputò il primo GP, tenutosi a Silverstone: i più sostengono per via di un ingaggio ritenuto inadeguato da Maranello, altri sostengono per via dell’inaffidabilità delle prime GP 1500.

Ad ogni modo: Ferrari o non Ferrari, il primo GP della storia fu comunque un trionfo italiano. A tenere alto il tricolore ci pensò la scuderia Alfa Romeo, che portò al podio ben tre vetture: la prima pilotata dal torinese Nino Farina.

Nel corso degli anni la Formula 1 ha fatto gioire e soffrire: dai GP esaltanti di Ascari, Fangio e Prost, fino alle drammatiche scomparse di grandi piloti come Gilles Villeneuve e Ayrton Senna. Al momento il campionato di F1 è fermo a causa dell’emergenza coronavirus, anche se si parla di una possibile ripresa delle corse a partire dal 5 luglio, data in cui è previsto il GP del Red Bull Ring austriaco.

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