Fiorentina, il punto: bene soprattutto la fase offensiva

logo-fiorentinaIl primo mini ciclo di partite della Fiorentina, in attesa del tour de force post-sosta, ha regalato indicazioni prevalentemente positive a Montella. I risultati sorridono e la trasferta di Marassi ha fatto ritrovare anche la squadra spumeggiante del campionato scorso. Che da lì sembra trascinarsi anche pregi e difetti. Molto bene, ad esempio, il numero dei gol segnati: 9 in 4 partite e, limitandoci al campionato, 7 in 2 match. Nessuno ha fatto meglio e solo il Napoli ha saputo fare altrettanto tra le altre squadre di Serie A. Ma accanto al miglior attacco la Fiorentina presenta anche un dato meno esaltante relativo alla difesa, con 3 reti subite da Catania e Genoa, decisamente il risultato peggiore nel gruppo di testa del campionato. E se consideriamo tutte le gare ufficiali la statistica diventa – relativamente – più pesante, non tanto in termini di media (5 gol in 4 partite) quanto semmai di distribuzione visto che i gigliati non sono riusciti a mantenere la porta inviolata neanche una volta.

Una situazione figlia di qualche errore individuale (Roncaglia a Zurigo, Pizarro col Catania, Neto nel ritorno col Grasshopper e Compper con il Genoa) ma anche della mentalità offensiva. Una squadra che gioca senza mediani, che vuol sempre proporre gioco e attaccare con tanti uomini, concede sempre qualcosa all’avversario. Messa così c’è poco da rimproverare alla Fiorentina, perchè proprio l’atteggiamento della squadra è ciò che ha fatto innamorare i tifosi e che ha attirato le attenzioni degli addetti ai lavori anche al di fuori dei confini italiani. Eppure se i viola vogliono competere per le primissime posizioni e giocarsela con Juve e Napoli, l’aspetto su cui deve lavorare è proprio la solidità difensiva. L’attacco ‘atomico’, del resto, non è una novità se consideriamo che lo scorso anno la Fiorentina risultò seconda per reti segnate, ben 72: solo una in meno al Napoli e a pari con i bianconeri di Conte, campioni d’Italia. Ma nel numero di gol subite la differenza era evidente: 44 dai viola contro i 36 della squadra azzurra e addirittura i 24 della Juve, quasi la metà. Tocca dunque a Neto, Gonzalo, Savic & co. riuscire a migliorarsi, e un anno di lavoro insieme alle spalle potrà aiutare un reparto (l’unico) che la Fiorentina ha deciso di non ritoccare sul mercato.

[Simone Bargellini – Fonte: www.violanews.com]