Genoa-Fiorentina, analisi tattica della partita

396
Genoa-Fiorentina
Genoa-Fiorentina, analisi tattica della partita

GENOVA – Vittoria meritata del Genoa sulla Fiorentina al termine di una partita che non ha offerto tanta qualità, ma che ha espresso parecchio agonismo e ritmi decisamente alti.

Soprattutto nel primo tempo si é vista una Viola molto più simile, per rendimento, alla squadra di settembre che a quella a cui ci aveva abituato nelle ultime giornate di campionato. Deludente e poco concentrata. Una squadra che, forse, ha finito col soffrire un po’ troppo la scelta di Sousa di lasciare in panchina Kalinic e Ilicic.

Senza con questo nulla togliere ai meriti del Genoa di stasera, apparso fin dai primi minuti di gioco compatto, solido e grintoso, motivato da un Ivan Juric sempre “quasi in campo” per poter incitare meglio i suoi ragazzi. E questa é, forse, l’immagine che meglio rappresenta lo spirito di questo gruppo che al “Ferraris” non ha finora concesso sconti a nessuno.

Tra i rossoblù da segnalare un infaticabile Simeone, che ha fatto vedere anche alcuni tocchi di vera classe, e un ordinato e lucido Veloso, in ripresa dopo qualche prestazione sottotono.

Difesa ottima, con Burdisso preciso, Munoz pulito e Izzo sontuoso. Il difensore partenopeo, sotto gli occhi del Commissario Tecnico della Nazionale Giampiero Ventura, ha saputo fermare gli avversari,  ripartire, a tratti improvvisarsi regista, con una maestria che sta andando in crescendo partita dopo partita.

Bravo pure Lazovic, ormai un punto di riferimento sulla fascia destra e autore stasera della rete decisiva nonché del suo primo gol in serie A.