Genoa, le dichiarazioni del Presidente Enrico Preziosi: “A salvezza acquisita sono pronto a vendere il Genoa”

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GENOVA – “Non capisco cosa nasconda questa contestazione. Sono pronto a vendere e a farmi da parte. Ho capito che é finito un ciclo e che forse é giusto che mi ritiri. Prima però la salvezza matematica. Per questo chiedo ai tifosi di lasciare stare la squadra“.

É questo l’amaro sfogo di Enrico Preziosi, intervenuto in collegamento telefonico ieri sera nel corso di una trasmissione televisiva in onda su una emittente ligure.

A suscitarlo é stata una contestazione dei tifosi della gradinata Nord nei confronti della squadra e della società. L’atto di protesta é stato annunciato per oggi al Centro sportivo Signorini, dove il Genoa si allena. Per questo motivo la squadra sarà costretta a proseguire lontano da Pegli i test in vista della sfida di sabato contro il Milan.

La volontà di cedere

Preziosi ha detto di aver l’impressione di essere ormai ritenuto la causa di qualsiasi cosa succeda. Dalle sconfitte sul campo, agli infortuni, dalla volontà di alcuni giocatori di volere trasferirsi ai problemi societari. Tutto sembra ormai fare capo a lui. Per questo ha ribadito l’intenzione di cedere la società non appena si presenterà una proposta seria. E dichiarato che, comunque, soltanto a salvezza acquisita rivelerà quali sono le reali possibilità del Genoa.

L’invito a non contestare la squadra

Il presidente ha voluto precisare di non essere mai scappato, di essere stato disposto ad affrontare tutti. E di esserlo ancora oggi purché si lasci stare la squadra. E chiesto che gli venga espressamente indicato quali errori ha commesso. I giocatori sono sempre andati via su indicazione dell’allenatore. Le plusvalenze sono servite per mantenere il Genoa ad altri livelli. Ha detto di non vedere errori nel suo operato, anche se qualcuno lo avrà commesso sicuramente, come tutti. Ora, però, serve che il pubblico stia a vicino alla squadra, perché le contestazioni non la aiutano a reagire. Anzi, la indeboliscono sempre di più.