
Lucas Pinheiro Bråthen conquista l’oro olimpico nel gigante di Bormio. Odermatt e Meillard sul podio. Franzoni unico azzurro al traguardo
BORMIO – Lucas Pinheiro Bråthen entra nella storia dello sci alpino e dei Giochi Olimpici Invernali: il brasiliano di origini norvegesi conquista il titolo olimpico del gigante sulla Stelvio di Bormio con un tempo complessivo di 2’25”00, dopo aver dominato già nella prima manche. Una vittoria che segna un momento storico per il Brasile, mai salito così in alto negli sport invernali. Sul podio salgono anche gli svizzeri Marco Odermatt e Loic Meillard, rispettivamente secondo a 58 centesimi e terzo a 1”17. Ai piedi del podio Thomas Tumler, quarto, mentre il norvegese Atle Lie McGrath chiude quinto.
La seconda manche, disputata sotto una fitta nevicata che si è trasformata in pioggia al parterre, ha messo alla prova tutti gli atleti. Alex Vinatzer ha provato a forzare per recuperare dall’undicesimo posto della prima frazione, ma una piega eccessiva in una curva a destra lo ha fatto scivolare mentre stava viaggiando su intermedi molto competitivi. Con le uscite di Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger nella prima manche, l’unico azzurro al traguardo è stato Giovanni Franzoni, ventiquattresimo a 4”13.
Franzoni, protagonista assoluto nelle gare di velocità, ha chiuso così il suo percorso olimpico a Milano Cortina 2026: «Purtroppo non è andata come speravo. Sono esausto, è stato un mese e mezzo durissimo. Ho avuto un problema alla spalla in partenza e ho faticato. Ora mi serve riposo. Peccato per il superG, ma sono state Olimpiadi meravigliose. Ho capito che nella velocità posso competere ad altissimo livello».
Vinatzer, amareggiato ma combattivo, ha commentato così la sua seconda manche: «Ho voluto provarci. Avevo buona velocità, poi forse sono entrato male nel segno e sono scivolato. La neve era bella, ma la maschera bagnata mi faceva vedere poco. Pensavo solo alla medaglia. Mi spiace, perché avevo il colpo della rimonta. Ora mi calmo, domani mi alleno e lunedì in slalom sarà tutta un’altra storia».
Rammarico anche per Luca De Aliprandini, costretto al ritiro nella prima manche: «Non mi era mai capitato di perdere uno sci in gara. Peccato, perché dopo un avvio titubante avevo trovato ritmo e potevo giocarmi una buona posizione. Forse la tensione olimpica pesa: in partenza c’è un silenzio diverso rispetto alla Coppa del Mondo. Bråthen è stato quello che si è fidato di più».