Iberica Traversa 2022, Nico Valesia con Suunto 9 Peak

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nico valsesia

Sette giorni, 16 ore e 42 minuti è il tempo di questo straordinario biker italiano e neo ambasciatore del brand finlandese a Iberica Traversa, una gara “per pochi” in cui ha stravinto. Scopriamo chi è…

Insieme a Suunto 9 Peak, suo nuovo compagno di viaggio e sport, Nico Valsesia (classe ’71) è stato impegnato nella famosa Iberica Traversa 2022, una sfida estrema: un percorso da attraversare tutto in bici di 1.713 km con un’ascesa verticale di 29.257 mt, da nord a sud, dal mare Biskaya allo stretto di Gibilterra su strade e sentieri prevalentemente non asfaltati (circa il 90%).

Iberica Traversa, una selfsupported Bike Adventure, è scattata il primo maggio da SaintJeandeLuz è si è conclusa a Tarifa nei pressi di Pamplona. Una delle imprese ciclistiche più avventurose in cui l’assistenza non è prevista “Eravamo solo dotati di un tracker che ci teneva più o meno in contatto con gli organizzatori e un orologio gps per seguire la mappa. È la prima volta che faccio una gara del genere navigando con Suunto, il telefono e la sua app ed è stato precisissimo, non ho mai sbagliato percorso se non un paio di volte di 200m. Cosa che non era mai successa, di solito su un percorso così lungo almeno 10-15 volte si sbaglia anche di distanze di 4-5 chilometri, il che significa tornare indietro, riprendere e oltre a perdere tempo i chilometri poi da 1700 diventano 1800”.

La bicicletta, senza dubbio un tutt’uno con il suo corpo che lo accompagna da anni nelle imprese più avventurose, la passione per lo sport, ma soprattutto per le imprese charity e l’estrosità che lo porta ad esprimere le sue idee intorno al mondo delle bici, dello sport e della beneficenza a trecentosessanta gradi. Nico Valsesia, nato a Borgomanero e cresciuto a Sauze d’Oulx, provincia di Torino, è sempre stato attratto dalle due ruote, ma la sua curiosità per la montagna l’ha portato a diventare anche Maestro di sci. Il suo sito porta il sottotitolo “La fatica non esiste” e il suo DNA sportivo, in effetti, non smentisce: “Amo le competizioni, di qualunque tipo. Quando metto il pettorale mi trasformo: ho il coltello tra i denti e il sangue negli occhi”.

Questa la Carta d’Identità di Nico Valsesia, entrato recentemente nella famiglia degli Ambassador Suunto, l’azienda leader produttrice di orologi GPS multisport e strumenti di allenamento. Nico Valsesia, neo Ambassador Suunto, vanta un curriculum sportivo di altissimo livello. Ad esempio, nel 2006 ha partecipato alla prima Race Across America: 4.800 km e 51.800 mt D+ da percorrere in bici nel tempo massimo di 12 giorni. Seguono poi altre 4 partecipazioni, fino all’ideazione del progetto “From zero to”, un format in cui, partendo da zero metri sul livello del mare si deve raggiungere la vetta di una montagna, più o meno vicina, senza pause. Il primo “From zero to” andava dal Golfo di Genova al Monte Bianco, salendo poi la normale italiana fino alla cima. I record conquistati con lo stesso principio From zero to Monte Bianco nel 2011, From zero to Aconcagua nel 2015, From zero to Elbrus (2016), From zero to Kilimangiaro (2017), From zero to Monte Rosa (2018), a questi si aggiunge una traversata nostop del Salar de Uyuni: il lago salato più alto del mondo.

Nico, poi, oltre alla partecipazione a numerose gare che l’hanno visto sul Podio della Italy Divide e del Tuscany Trail, per citarne alcuni, è stato anche dietro le quinte di moltissime gare di corsa in montagna quale organizzatore, in Italia e in Marocco, vedi Red Bull K3 e Barolo Courmayeur Run, un percorso di 500 km con un dislivello D+ di 10.000 m, fino alla Red Bull Mottarone, una gara con le bici pieghevoli che si terrà anche quest’anno a luglio.

Nico, il nuovo volto del brand Suunto, ha viaggiato in tutto il mondo dal Sudamerica alla Patagonia, dalla Terra del Fuoco fino alla Bolivia, il Cile, il Perù, l’Ecuador, è stato più volte negli Stati Uniti così come in Nepal, passando dal Tibet indiano al Tibet cinese ma il suo grande amore rimane il Marocco: qui i suoi progetti charity prendono forma. In Marocco, infatti, ha portato 3.000 paia di sci e giacche a vento ai bambini marocchini cui ha insegnato a sciare. Ma le sue imprese “verso il prossimo” non finiscono qui, ha portato a termine la realizzazione di una scuola a Huancarama sull’altopiano Boliviano a 4.300 mt, che dista 200 km da La Paz.

Ecco come Nico racconta Suunto: “Utilizzo molto Suunto per tutto quello che concerne il GPS, i dettagli dei dati di chilometraggio e velocità così come i dati tecnici della bike, e il monitoraggio delle fasi fisiche. La funzione che senza dubbio mi affascina maggiormente è la navigazione, lo uso moltissimo in questa modalità sia in montagna che in bici. Avevo sempre utilizzato device molto più grandi che faticavo anche a volte a vedere, soprattutto durante le escursioni notturne a causa dei riflessi. Quando ho provato la primissima volta Suunto e l’ho messo sul manubrio scaricando l’app, mi ha stupito come fosse chiara, leggibile e intuibile la traccia sull’orologio, mi trovo molto meglio: in base allo sfondo impostato rimane sempre visibile con quasi lo 0% di errori”.

Entrando nel merito dell’utilizzo bike di Suunto 9 Peak Nico confessa: “Ho acquistato un iPhone Mini, meno invasivo sul manubrio, lo uso soltanto nei casi di grosso dubbio, così anche sul telefono mi si apre la cartina attraverso le app compatibili con Suunto. Utilizzo sempre l’orologio per navigare in bici anche
perché pedalando per tantissime ore, devo poter ricaricare tutti gli strumenti tecnologici, ho sistemato quindi un mozzo sulla bicicletta che fa luce e carica il tutto. Suunto è l’unico che ha un sistema a moneta che praticamente si infila tra il manubrio e il supporto del manubrio, l’orologio si può quindi ricaricare costantemente anche in azione, mentre gli altri brand hanno uno spinotto che non passa sotto il manubrio, bisognerebbe smontarlo e togliere l’orologio dal polso e quindi non lo si può più utilizzare per navigare” – aggiunge concludendo: “Lo uso moltissimo anche in montagna nella corsa, si può ricaricare infilando questo sistema sotto il polso tra il polso e l’orologio con il cavetto che va in tasca con un Power Bank, anche perché il tempo di ricarica è rapidissimo, dopo mezz’ora puoi andare avanti ancora per un giorno e mezzo”.

Come dice in questi casi… Suunto e Nico: “buona la prima!”.