Il Cesena gioca molle e regala i tre punti al Lecce

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Il Lecce gioca da squadra di bassa classifica, il Cesena da squadra già retrocessa. I salentini capitalizzano al meglio una conclusione sporca di Cuadrado e portano a casa tre punti pesantissimi, che salvano la panchina di Di Francesco e possono rilanciare la stagione.

Nel Cesena, Arrigoni cambia modulo e riesce a dare più ordine ai bianconeri, ma quel che ancora manca è lo spirito e la cattiveria,caretteristiche indispensabili per chi deve salvarsi. I romagnoli sono troppo molli, sprecano troppo in avanti, concedono troppo in difesa e non sfruttano una buona mezz’ora di superiorità numerica. Il debutto di Arrigoni si consuma in un Manuzzi insolitamente silenzioso, per via dello sciopero delle WSB. Il tecnico romagnolo, tifoso bianconero da sempre, deve rinunciare allo squalificato Guana e agli infortunati Martinho, Colucci, Martinez e Malonga e prima del quarto d’ora perde anche Ghezzal. Il Cesena scende così in campo con un quadrato 4-4-2, con Mutu che rientra dopo la squalifica e lo fa nel ruolo a lui più congeniale. Il rumeno, alla fine risulterà tra i migliori dei suoi, male invece Candreva e un inguardabile Eder.

Il primo tempo è confuso e farcito di errori da entrambe le parti: il Lecce non approfitta delle amnesie difensive dei padroni di casa che, nonostante un Mutu apparso in gran spolvero, dimostra di non essere ancora squadra. Il fantasista rumeno sfiora il gol al 25’ chiudendo a lato un bel triangolo con Ceccarelli. L’occasione più ghiotta capita però sui piedi di Rodriguez che, sugli sviluppi di un corner controlla e scarica in porta un pallone potente che però finisce tra le braccia di Benussi. Il Lecce risponde vanificando un’occasione ancora più clamorosa: Bertolacci aggancia in area, salta Antonioli e conclude a lato a porta completamente vuota.

Gli ospiti danno costantemente l’impressione di potersi rendere pericolosi in contropiede, con Oliveira e Cuardado molto offensivi sulle fasce e Bertolacci e Muriel sempre molto attivi.

Nella ripresa parte però meglio il Cesena. I bianconeri alzano il baricentro e collezionano una serie interminabile di calci d’angolo. Su uno di questi Djokovic riesce a battere Benussi di testa ma Tomovic spazza sulla riga. Il Lecce dà per un attimo l’impressione di essere alle corde ma Benussi è strepitoso, al 10’ a chiudere in tuffo una perfette incornata di Mutu. Il miracolo del portiere giallorosso dà il via ad un veloce contropiede di Cuadrado che si fa tutto il campo, inseguito da tre giocatori bianconeri, entra in area e conclude trovando la deviazione decisiva di Von Bergen, che mette fuori causa Antonioli. Il contropiede fotografa perfettamente la mancanza di cattiveria di Parolo e compagni, incapaci di ostacolare la fuga solitaria dell’esterno giallorosso. L’episodio fa infuriare capitan Colucci che, in tribuna, manda letteralmente in frantumi un seggiolino con un calcio.

Due minuti più tardi il Lecce si ritrova in 10 grazie alle proteste inutili di Muriel, che risponde in malo modo all’arbitro, ricevendo un rosso diretto. Arrigoni si gioca il tutto per tutto e finisce con quattro punte in campo. Il Lecce si chiude me concede comunque al Cesena qualche occasione buona per raddrizzare il match: la più clamorosa capita sulla di Ceccarelli che, in tuffo di testa, manda la palla alta da meno di un metro, alzando un tiro-cross che sembrava oltretutto destinato ad insaccarsi.

Il Cesena chiude così tra i fischi mentre i giocatori del Lecce si stringono attorno a Di Francesco. Per entrambe i tecnici c’è ancora molto da fare ma l’ex allenatore del Pescara può comunque contare su un gruppo unito che ancora il Cesena ha dimostrato di non avere.

[Daniele Mazzari – Fonte: www.tuttocesena.i]