Il Grifo “double face” prende un punto: ma perché non schierare subito Jankovic come esterno?

Miei cari amici genoani vicini e lontani nel gelido pomeriggio del Ferraris abbiamo assistito a una partita double face del Genoa. Il Grifo “bifronte” nel primo tempo ha pensato più a difendersi e a limitare i danni, fornendo però una prova mediocre, senza provare neppure una volta il gioco sulle fasce. C’è da dire che il reparto arretrato è stato impeccabile nel chiudere gli spazi a Zarate, Floccari ed Hernanes, mentre a centrocampo Milanetto e Rossi sono riusciti a bloccare Ledesma e Brocchi.

Nel secondo tempo, spostando Jankovic dalla posizione di trequartista a quella di esterno di sinistra (che è il suo ruolo naturale) è cambiata la musica: volendo spaccare il capello in quattro si potrebbe obiettare che Ballardini avrebbe dovuto schierare la squadra col 4-3-3 (ma anche 4-4-2 poichè Jankovic sa anche ripiegare) dall’inizio. Forse sarebbe stata la soluzione migliore, cosiderato che il centrocampo della Lazio a tratti non ha certo brillato. Probabilmente il tecnico non ha voluto rischiare, temendo le azioni in velocità degli avversari.

Ma torniamo alla gara e alla prestazione di Jankovic che ha dimostrato di essere pienamente recuperato. Nella ripresa ha svolto il ruolo di incursore assieme a Marco Rossi sulla destra, appoggiando le punte Destro (la sua prestazioneè stata molto convincente) e Toni. E sono arrivate le mischie in area e le 3-4 occasioni da gol: purtroppo il Genoa soffre sempre della “sindrome dei 16 metri”. In quella zona del campo manca sempre l’ultimo passaggio oppure il tiro decisivo che porta al gol. Però rispetto alla partita contro il Napoli si sono registrati passi in avanti.

Non a caso il pubblico si è entusiasmato al cambio di passo della ripresa. Ora ci si attende l’inserimento di Kucka, sperando che porti quel peso a centrocampo che finora è mancato alla squadra. Lo slovacco ha anche il vizietto del gol: chiedere informazioni al Palermo freddato in Europa League. Si spera che sia l’innesto decisivo: il presidente Preziosi ha comunque affermato che potrebbe arrivare anche un altro centrocampista di peso. Segno che il problema è certamente al centro dell’attenzione della società: meno male, perché i correttivi sono necessari per non sprecare la stagione.

Toni era un “osservato speciale”. Con grande professionalità ha lasciato perdere le polemiche degli ultimi giorni e si è battuto con grande coraggio e determinazione. E’ vero che gli manca la zampata vincente, ma ancora una volta, e forse ancor più delle scorse gare, è stato letteralmente penalizzato dai falli non fischiati dall’arbitro Romeo: il fischietto della città di Giulietta si è deciso ad ammonire Dias solo nel finale del primo tempo, dopo una serie di interventi più che scorretti, e Biava soltanto nel secondo. Forse il centravanti rossoblù avrebbe bisogno di un altro tipo di gioco: ma sicuramente ha capito che la situazione è diversa e si arrangia come può. Si è parlato di una possibile sostituzione: se però l’alternativa è Floro Flores, meglio che resti Toni. Il giocatore dell’Udinese è una seconda punta, non un centravanti: si rischia di cascare in un equivoco tattico molto pericoloso.

Domenica il Grifo vola a Cesena. Dovrà confermare la positiva “media Ballardini” per le gare in trasferta. Una vittoria potrebbe consentire di chiudere il girone di andata in una posizione migliore: ma questa è un’altra storia.

[Marco Liguori – Fonte: www.pianetagenoa1893.net]