Inter: in attacco si riparte da Icardi

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logo-interSe molti dei giocatori attualmente nella rosa dell’Inter possono cominciare a rimboccarsi le maniche in vista del ritiro a Pinzolo, dove ad attenderli ci saranno fatica e sudore, c’è chi con l’arrivo di Mazzarri sulla panchina dell’Inter può già cominciare a sognare grandi traguardi: Mauro Icardi. Il nuovo puntero nerazzurro, fresco di visite mediche, è ad oggi l’unica prima punta in salute nel gruppo che il nuovo allenatore avrà a disposizione in Trentino. Con Milito inizialmente out per via del grave infortunio al ginocchio che imporrà al Principe un rientro all’agonismo estremamente cauto e la ricerca in corso di un altro giocatore di ruolo che possa sopperire alla sua mancanza, Maurito ad oggi rappresenta il punto di riferimento offensivo della squadra nerazzurra, nonostante sia appena 20enne.

Grande fiducia nei suoi confronti, altrimenti non si spiegherebbe l’investimento di 13 milioni di euro per il suo cartellino. Una fiducia che Icardi presumibilmente avrà l’occasione di ripagare sin da subito, vuoi per assenza di concorrenza vuoi perché Mazzarri, durante la sua carriera di allenatore, ha sempre permesso ai suoi attaccanti di raggiungere grandi risultati. Un’evoluzione tattica, quella dell’allenatore di San Vincenzo, che ha toccato picchi clamorosi con Edinson Cavani, diventato Matador assoluto sotto la sua gestione. Le statistiche sottolineano questa peculiarità del gioco di Mazzarri.

Già nel 2003/04, alla guida del Livorno in serie B, con il suo 3-5-2 consentì a Lucarelli di andare a segno ben 29 volte. Non solo, persino Protti, seconda punta, raccolse un bottino ragguardevole: 24 centri. Nella stagione successiva, con la Reggina, l’allenatore di San Vincenzo non riuscì per la prima volta, ad alto livello, a raggiungere la doppia cifra di gol fatti con un suo attaccante (Bonazzoli, 8), riscattandosi poi nella stagione successiva (Amoruso 11, Cozza 9) e nell’ultima in amaranto (Bianchi 18, Amoruso 17). Tredici le reti di Claudio Bellucci al termine della prima stagione alla Sampdoria di Mazzarri, che in quella successiva totalizzò 30 gol, equamente divisi, con la coppia PazziniCassano.

Subentrato a Donadoni nell’ottobre 2009, il nuovo mister dell’Inter portò il Napoli al sesto posto con Hamsik capocannoniere a quota 12, ma il meglio arriverà con l’approdo di Edinson Cavani sotto il Vesuvio: grazie al gioco pratico e veloce di Mazzarri, da buon attaccante l’uruguagio è diventato un cecchino quasi infallibile. In tre stagioni, ecco il suo bottino in ordine cronologico: 33, 33 e 38. Numeri mostruosi, che Cavani ha il dovere di condividere con il suo allenatore le cui scelte tattiche gli hanno dato maggiori responsabilità, accettate ben volentieri e sfruttate al massimo dal diretto interessato.

E adesso, l’Inter. Chi erediterà la palma di punto di riferimento offensivo nel 3-5-2 di Mazzarri? Mauro Icardi è il maggior indiziato per le ragioni di cui sopra, in attesa eventualmente dell’arrivo di un’alternativa offensiva e del recupero di Milito. Non ci saranno le coppe europee per rimpinguare il proprio bottino, perciò l’ex Sampdoria dovrà sfruttare ogni occasione che il contesto gli concederà e guadagnarsi la cieca fiducia dell’allenatore. Ma c’è un altro giocatore che potrebbe giovarsi dell’attitudine tattica imposta alle sue squadre dal nuovo tecnico: Rodrigo Palacio. La storia mazzarriana insegna che non solo la prima punta, ma anche chi le ruota intorno vede la porta con una certa frequenza.

El Trenza ha tutte le caratteristiche per esaltare le qualità del partner d’attacco ma anche per ottimizzare al meglio le proprie in zona gol. Mazzarri lo sa bene e gli chiederà tanto lavoro di corsa oltre che di finalizzazione, consapevole che otterrà delle risposte positive. Numeri alla mano, dunque, c’è già chi può essere entusiasta dell’arrivo di un allenatore come il sergente di San Vincenzo.

[Fabio Costantino – Fonte: www.fcinternews.it]

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