Inter: le soluzioni offensive in attesa di gennaio

logo-interCritiche, rumore, rabbia e frustazione e, da parte di qualcuno, un pizzico di invidia nei confronti di squadre rivali che hanno piazzato uno o più colpi last minute, magari a scapito proprio dell’Inter (ogni riferimento a Giacomo Bonaventura è puramente casuale…). Non bisogna, però dimenticare quanto di buono è stato fatto dal direttore sportivo Piero Ausilio che in questo mercato ha piazzato sì colpi low cost, ma non per questo non necessariamente di primo livello.

Tommaso Berni che ha voluto ‘sposare’ la causa nerazzurra rinunciando a un posto da titolare in altre squadre – magari in Serie B – Nemanja Vidic, colpo a zero già leader e integro fisicamente (peccato per il rosso di Torino), Dodô già padrone dell’out di sinistra, Yann M’Vila che pur di venire a Milano ha rinunciato a tanti soldi in cerca di rilancio in un club che ha voluto fortemente e un Gary Medel gradita sorpresa dell’ultimo Mondiale brasiliano che si candida ad essere il ‘fedelissimo’ di coach Walter Mazzarri, senza dimenticare Pablo Daniel Osvaldo, affamato di fare bene con questa maglia, forse l’ultima ‘pesante’ della sua carriera. Nonostante ciò, la paura, per molti, è quella di correre il pericolo di rimanere con gli uomini contati, ma con qualche intuizione e con un po’ di fortuna che preservi, oltre la rockstar di Buenos Aires, anche Rodrigo Palacio e Mauro Icardi, le soluzioni non sembrano mancare. Senza dimenticare Fredy Guarin, l’uomo che – volente o nolente – dovrà essere l’elemento in più per WM, l”offensivo’ da valorizzare. E allora, spazio alle idee, lasciando da parte un mercato che, almeno fino a gennaio, sarà solo ‘archivio’. Inutile dare adito alle polemiche, meglio pensare solamente al campo. L’unico aspetto che oggi conta veramente.

Mister Mazzarri è stato chiaro nel corso delle ultime ore: “Guarin sarà il quarto offensivo, noi siamo contenti che sia rimasto e il giocatore lo è altrettanto”, frasi di circostanza o meno, ora avanti tutti insieme. A centrocampo la concorrenza è ampia e le intenzioni dell’allenatore sembrano molto chiare: Hernanes e Mateo Kovacic intoccabili, al pari del Pitbull con l’elmetto, troppo importante a livello di rottura del gioco. Senza dimenticare M’Vila, preziosa pedina sia come alternativa che come titolare, condizione fisica e ritmo permettendo. E quindi giocoforza il Guaro ex Porto dovrà spostare il proprio raggio d’azione in posizione più avanzata, non solo per motivi dettati dal mercato (vedi il discorso di cui sopra), ma anche per un’abbondanza che in mediana appare notevole e potrebbe ostacolare già in partenza il rilancio di Guarin. Rilancio che, appunto, potrebbe avvenire come trequartista atipico, adattato o come seconda punta aggiunta.

Difficile prevedere un impiego del classe ’86 di Puerto Boyacá come trequartista singolo, alle spalle dei due attaccanti. Le caratteristiche del giocatore mal suggerirebbero questo tipo di soluzione, in quanto sarebbe vincolato da compiti tattici che per un giocatore ‘anarchico’ come il colombiano sarebbero di difficile attuazione. Meglio come partner di un altro trequartista e, quindi, perché no, non sarebbe da scartare l’ipotesi di un ‘2-1’ con Guarin e Kovacic alle spalle dell’unica punta, con la possibilità di utilizzare anche El Trenza leggermente più arretrato lasciando, comunque, Osvaldo o Icardi davanti. Soluzione che non determinerebbe per forza un atteggiamento meno offensivo, perché quello che conta, più del numero degli interpreti, è la mole di gioco e la quantità di giocatori che andranno ad accompagnare la manovra. Senza dimenticare che, per scelta tecnica o nel malaugurato caso di qualche forfait pesante, Hernanes potrebbe avanzare tranquillamente la propria posizione, andando ad occupare la ‘mattonella’ del ’10’, ruolo in cui è già stato impiegato in passato.

Lo scenario non sembra così catastrofico come in molti hanno lasciato intendere e, almeno sulla carta e con un po’ di fortuna (soprattutto a livello di infortuni, come già detto), Mazzarri avrà la possibilità di giostrare gli uomini a propria disposizione nel miglior modo possibile. Kovacic, Guarin, Osvaldo, Icardi, Palacio e, all’occorrenza, anche il Profeta ex Lazio: tre attaccanti, due offensivi e un ‘adattabile’, tutti molto dinamici (fatta eccezione per Maurito). Pedine da utilizzare a seconda del momento della squadra, della condizione e degli avversari. A gennaio, poi, si faranno le valutazioni del caso, ma in attesa del mercato meglio valorizzare e sfruttare al meglio le risorse di cui oggi l’Inter può disporre.

[Francesco Fontana – Fonte: www.fcinternews.it]