Inter, Mancini: “Non buttiamo via tutto”

293

Il tecnico dell’Inter ha appena parlato ad Appiano Gentile in vista del match di domani sera contro il Genoa a “Marassi”.

MILANO – Roberto Mancini sa che la vittoria contro il Napoli non può avere valore se non confermata da altre vittorie, altrimenti il sogno terzo posto resterà tale: “Dobbiamo confermarci: Genoa e Udinese sono partite decisive,non buttiamo via tutto”, ha detto il tecnico dell’Inter alla vigilia del match col Genoa, a Marassi. “Il match col Napoli ci ha restituito qualche giocatore acciaccato: Icardi e Biabiany sono da valutare”.

“La Juve ha fatto questa grande rimonta perché è la squadra più forte. Ogni anno si migliorano, sono bravi. Certo, nemmeno loro sono eterni. Noi stiamo costruendo, normale ci siano degli errori”, ha sottolineato Mancini. Il quale ha dato uno zuccherino ad Eder: “Non ha segnato e non va bene per un attaccante, ma ha lavorato tantissimo per la squadra e sempre con grande impegno, merita una gioia”. Poi ha blindato Perisic: “Rimane con noi, non possiamo venderlo”. Inter, Mancini: "Non buttiamo via tutto"
LA CONFERENZA STAMPA
Kondogbia out per squalifica, gli altri come stanno?
“Vediamo oggi e poi domani, c’è qualche giocatore con qualche problema fisico. Il Genoa è aggressivo, corre molto. Icardi e Biabiany hanno ricevuto dei colpi”.

Eder non sta giocando, è un problema?
“Eder non ha giocato le ultime partite, ha sempre fatto bene. Ma come è capitato a Icardi per varie settimane, è strano che sia capitato anche a lui. Deve stare tranquillo”.

Quante sono le possibilità di arrivare terzi?
“Tutto dipenderà dalle partite contro Genoa e Udinese. Se saremo in grado di vincerle entrambe, conterà molto la partita tra Napoli e Roma. Se non ci confermiamo buttiamo tutto via. Alti e bassi capitano”.

Un commento sull’esonero di Mihajlovic e sulla tendenza in Italia, rispetto all’estero, a cambiare spesso allenatori?
“Di Mihajlovic non parlo. Per il resto in Italia la storia non è cambiata: c’è sempre poca pazienza nei confronti degli allenatori, esonerati dopo pochi mesi”.

Avete battuto il Napoli due volte, avete battuto la Roma. Rimpianti?
“Abbiamo commesso errori, ma i giocatori hanno sempre dato il massimo. Serve pazienza. A volte purtroppo serve tempo per ricostruire, passando da momenti difficili. In quel mese e mezzo non abbiamo subito sconfitte clamorose”.

Cosa si aspetta ora?
“L’atteggiamento e l’attitudine sono ottimi. Il risultato condiziona i giudizi, devono stare tranquilli e giocare al massimo”.

Quanto manca per ridurre il gap con la Juve?
“La Juve ha rimontato perché è la squadra più forte, ogni anno si migliorano, è normale. Sta alle altre rinforzarsi nel modo giusto”.

Eder si deve sbloccarsi, col Genoa per lui come un derby…
“Se bastasse questo lo farei giocare sicuramente. Un attaccante deve fare gol, se lo merita, ci mette impegno e ha lavorato tanto e bene per la squadra”.

A che punto è il processo di crescita della squadra?
“La squadra ha pian piano acquisito meccanismi, è cresciuta a livello di personalità”.

C’è stato un momento in cui la squadra ha fatto un salto di qualità mentale? Magari la semifinale di Coppa Italia?
“Sicuramente abbiamo acquisito fiducia. Col Torino è stata una sconfitta immeritata, purtroppo è arrivata. Speriamo di continuare ora come abbiam fatto contro il Napoli”.

Il turnover è stato l’aspetto più complicato da gestire?
“I giocatori vogliono sempre giocare e quando non giocano non sono felici. Ma devono meritarsi di giocare. Il cambio di giocatori portava tutti i a sentirsi coinvolti, poi è chiaro che pian piano arriva il momento nel quale si forma una base più solida. Per i primi quattro mesi hanno giocato tutti e la squadra andava bene”.

Perisic: è elemento cardine per la prossima stagione?
“Perisic l’abbiamo appena comprato. Da quando ha capito il calcio italiano… Non penso che possiamo vendere Perisic”.

Perché il periodo negativo? C’è una spiegazione?
“Non c’è per forza un colpevole, il calcio è questo. Guardate il Barcellona: questo è il calcio, è strano. Perché ci sono squadre che investono centinaia di milioni e lottano per il quinto e sesto posto all’estero. Ci sono tanti fattori dietro a una partita. Il nostro momento è stato delicato, ma abbiamo perso punti in maniera immeritata”.

Icardi è più coinvolto nel gioco? Gioca meglio?
“Ho giocato con Pietro Vierchowod: a 33 anni migliorava giorno dopo giorno, diventava vecchio e diventava più forte. Icardi ha 23 anni: può migliorare tantissimo, con giusta concentrazione deve usare questi anni per diventare più forte. Se ci si mette serietà sul lavoro, intelligenza e consapevolezza, tutti migliorano. Lui come altri possono migliorare molto. Lui i gol li ha sempre fatti e li farà sempre”.