Inter-Milito: nessun problema per la riconferma

L’incontro tra Fernando Hidalgo e Marco Branca di stamane ha definitivamente rilassato gli animi in casa nerazzurra. L’accordo, per lo meno, verbale tra procuratore e dirigenza nerazzurra è stato trovato. Diego Milito è stato compreso dall’Inter, e l’Inter ha compreso Diego Milito. E’ stato questo il succo delle parole del procuratore Fernando Hidalgo, soddisfatto (dal lato Milito, meno per quello Burdisso) per l’esito del colloquio tra lui ed il dt Marco Branca. Diego, con molta probabilità dopo la gara con la Grecia, sua prima grande opportunità mondiale, verrà informato dal suo procuratore sulla buona riuscita del colloquio con la società.

E’ stato un caso, alquanto particolare, quello del Principe, che calato al meglio nell’atmosfera interista, è stato capace di dire in piena euforia madrilena, di avere offerte e di non sapere nulla riguardo al futuro. Sarà stata l’euforia, la poca lucidità dopo una grande partita (esattamente un mese fa contro il Bayern) ma le sue parole hanno però spiazzato il popolo nerazzurro festante. Diego, capita l’indelicatezza delle sue parole, giunto poche ore dopo a S.Siro per la mega festa, ha corretto il tiro, affermando di trovarsi bene in nerazzurro e di voler rimanere. Saranno state parole che forse presagivano una strategia pro rinnovo, ma di certo dal Diego Milito, quello umile che arrossisce in aereo se Zanetti gli pone una corona in testa e lo chiama ‘Re di Madrid’ non ce le aspettavamo, fatto sta che tutti i tifosi lo hanno perdonato.

Ma ciò non è sufficiente a placare i quotidiani spagnoli (e anche italiani) che colgono la palla al balzo. Si inizia a leggere di una certa insoddisfazione del bomber argentino, un’insoddisfazione nata dal fatto che Samuel Eto’o, uomo che ha messo a segno la metà dei gol dell’ex genoano, guadagni quasi il triplo. Milito viene perciò dipinto come un uomo per certi versi capriccioso, forse come uno che si è montato la testa dopo i 30 gol realizzati e comincia a tirarsela, dicendo frasi del tipo ‘Se l’Inter vuole mi può vendere’, oppure ‘No aumento, tanti saluti’. No. Non è questo il Diego Milito che abbiamo conosciuto, uomo genuino, uomo semplice ed umile, quanto letale ed incredibile in campo. Basta guardarlo nelle prime due gare dell’Argentina. Non una parola ( e ne avrebbe avuto ben donde) pronto a sacrificarsi per la nazionale ed a far giocare Gonzalo Higuaìn. Nulla contro El Pipita, straordinario attaccante, ma la vetrina Mondiale il Principe la meritava tanto. Scelte del ct, che comunque Diego stima e perciò le accetta.

Tornando al discorso fatto prima, vorrei chiedere a chi in questo mese ha scritto di un Milito scontento, e con la valigia in mano, come mai l’argentino avrebbe dovuto lasciare l’Inter, quell’Inter che in lui ha creduto (ogni riferimento a Juventus e Roma è puramente casuale), quell’Inter che gli ha dato lo scettro di ‘Re dei Bomber’, quell’Inter che gli ha dato la possibilità di essere grande e di prendersi quella rivincita che, come lui stesso ha sempre detto, il calcio concede. Hidalgo ha inoltre detto che Diego sarebbe rimasto anche senza adeguamento (impossibile, l’Inter premia sempre chi lo merita ed è sempre riconoscente) e rinnovo contrattuale. Ecco queste sono parole più alla portata di Milito, parole che avrà senz’altro proferito questo fenomeno di attaccante in campo, e di umiltà fuori.

[Alberto Casavecchia – Fonte: www.fcinternews.it]