Juventus: il segreto del successo anche a tavola

logo-juventusLa difesa invalicabile, la grinta di Conte, la solidità societaria: le basi dell’incedere trionfante della Juve sono molteplici e perlopiù evidenti. Eppure, qualche segreto c’è: motivazioni dei successi bianconeri non rimarcate in maniera sostanziale.

«Mangiare bene per giocare bene»: uno dei principi fondamentali del nuovo corso è sempre stato questo. E chi è approdato da poco, se ne è presto accorto: «Abbiamo un nutrizionista che è un fenomeno: ci fa preparare il corpo al meglio», ha dichiarato ai media spagnoli Fernando Llorente. Presenza costante al fianco dello staff tecnico e dell’equipe sanitaria, in effetti, il nutrizionista bianconero cura ogni dettaglio dell’alimentazione. Che è severa nei divieti (pane, grissini, dolci, carote) e nei capisaldi (pasta con farina di kamut, riso bianco, verdura, proteine magre). Particolare, poi, il rifornimento a fine allenamento: centrifugati di frutta specifici per il lavoro svolto in campo. Chiellini – si racconta – il più attento, ma tutti sono seguiti e meticolosi.

Perché tutti sono coinvolti nella caccia ai successi. Ecco, l’altra caratteristica rivelante della Juve di Conte: l’aver sempre tenuto tutti «sul pezzo», per usare un’espressione a lui cara. «Negli ultimi anni, qui alla Juve la differenza l’ha fatta chi ha giocato di meno, con un contributo importante, gol decisivi e punti pesanti». Parole di Claudio Marchisio, l’ultimo in ordine di tempo ad entrare a partita iniziata ed a lasciare un segno rilevante. Prima di lui, in tanti: da Del Piero a Giaccherini, da Quagliarella a Borriello. Nessun titolare, nessun rincalzo: l’unico modo per avere innesti sempre carichi.

Caricatissimo, lo era di certo il “Principino” domenica scorsa: l’infortunio, le partite da spettatore, un intero girone senza segnare. Poi, l’ingresso subito nel vivo del gioco e la rete che ha svoltato la gara: «Quello di Cagliari 0, per me è stato un gol importante. Non per rivalsa, ma perché eravamo in difficoltà ed è stato decisivo, in più ha aumentato la stima in me stesso. Ho sempre dato e darò sempre la massima disponibilità sia quando gioco titolare, sia quando vado in panchina». Dove è spesso rilegato dopo l’arrivo di Pogba, cui augura di «diventare uno dei migliori centrocampisti al mondo. L’importante è che lo faccia con la maglia della Juve e non con altre squadre».

La miglior Juve di sempre. Quasi…

«In caso di terzo Scudetto di fila, credo si potrebbe veramente parlare di una delle migliori formazioni di sempre – ammette Marchisio – Dopo due trionfi, del resto, non è facile riconfermarsi. Invece questo gruppo si è sempre impegnato al massimo e i risultati si vedono. Il nostro lavoro risalta ancora di più, soprattutto perché chi ci sta dietro sta facendo un gran campionato. L’obiettivo non è il traguardo dei 100 punti, ma il campionato. Con questa voglia e questo impegno, però, lo Scudetto è un obiettivo raggiungibile». Anche grazie alla tavola ed alla panchina.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.eu]