Juventus-Milan 1-0: anali tattica ed episodi determinanti

logo-milanTroppo poco: potrebbe essere questo lo slogan più adatto per descrivere la prestazione del Milan a Torino, e ancora più in generale per descrivere la sfida tra Juventus e Milan, rivelatasi tra le meno emozionanti degli ultimi anni. Visto quanto [non] messo in campo dalle due formazioni, il risultato più logico per questa sfida sarebbe stato lo 0 a 0; peccato che ci si metta Abate, con la complicità di Amelia, ad interrompere il sonno dei 22 in campo e a regalare i tre punti ad una Juventus che non ha incantato ma si è dimostrata comunque più solida di questo Milan, alle prese con un finale di stagione che si è letteralmente complicato da solo.

La gestione della rosa da parte di Massimiliano Allegri negli ultimi tempi è infatti inspiegabile: Niang e De Sciglio sono spariti dai titolari da ormai molte partite, il primo giustiziato dal suo stesso errore al camp nou, il secondo invece senza apparente spiegazione [chiedere ad Allegri il perché]. Le due esclusioni poi sono ancora più contestabili dal momento che i loro sostituti non stanno di certo incantando: Abate ieri sera, reduce da un problema fisico dopo le recenti buone prestazioni, è il colpevole numero uno del rigore regalato alla Juve, mentre i redivivi Bojan e Robinho, dopo aver stazionato per parecchi mesi tra tribuna e panchina, non possono avere la forma fisica dei giorni migliori.

Boateng vaga senza una precisa collocazione tattica dall’inizio di questa stagione: ieri sera è stato riproposto mediano, ed è stato forse uno dei migliori tra le fila rossonere, ma non è questo il punto. Cambiare ruolo ad un giocatore di continuo non può di certo migliorare il suo rendimento, e riteniamo che dietro la stagione ben al di sotto delle aspettative del numero 10 ci sia proprio questa motivazione.

El Sharaawy non è più quello di inizio stagione, e il calo fisiologico ci può anche stare. Ma è possibile che, dal momento che risulta chiaro che in questo momento il ragazzo non può reggere le due fasi e che è l’unico calciatore in rosa in grado di dare incisività negli ultimi metri, non si possa studiare una correzione tattica per evitargli le corse all’indietro che lo sfiancano e gli tolgono forza in fase offensiva? Lo spirito di sacrificio di Stephan è encomiabile ma non si possono pretendere da lui anche i gol, o cercare di giustificare il calo come causato da un rilassamento mentale da parte del giovane, che ad ogni partita ha un raggio di azione decisamente ampio e che non può reggere, logorato com’è dalla lunga stagione.

E ancora: il gioco dei rossoneri ha subito un calo verticale da quando è arrivato Balotelli. Siamo tornati al livello della scorsa stagione quando tutto veniva basato su Ibrahimovic, la manovra era monotematica e le azioni affidate all’estro dello Svedese. Ora, con la squalifica del centravanti, si sono palesate sul campo le difficoltà di una squadra che non riesce più a creare gioco [eccezion fatta per Montolivo]: il Milan stava pian piano imparando a sviluppare una manovra corale e armoniosa, ma ora appare involuto e tornato al livello di inizio stagione. Che le voci di mercato, che vedono Allegri molto vicino alla panchina della Roma per l’anno prossimo, abbiano tolto la necessaria concentrazione e le motivazioni al tecnico per questo sprint finale?

TUTTI GLI EPISODI CHE HANNO DECISO LA PARTITA

– I rossoneri partono con buona grinta e sembrano in grado di imporre il proprio gioco [come dimostra il dato sul possesso palla, che a fine partita vedrà un 58% a favore dei rossoneri]; il merito però è in parte attribuibile a Conte. L’allenatore bianconero infatti, probabilmente spaventato dalla possibilità che il tridente rossonero possa allargare eccessivamente il gioco, ordina quasi subito a Lichsteiner di retrocedere lungo la linea dei difensori, modificando lo schema tattico in un 4-4-1-1. In questo modo però Vidal viene confinato largo a destra e fatica ad incidere a centrocampo. Non è un caso che l’unico pericolo creato dalla Juve nei primi 45 di gioco è stata la punizione di Pirlo sventata da Abbiati. Nell’intervallo però Antonio Conte si accorge dell’errore e ripristina il 3-5-1-1 iniziale, e così facendo la Juventus ritrova la superiorità in mezzo al campo.

– Il rigore [netto] concesso alla Juventus è causato da un grossolano errore di Abate, con la complicità di Amelia. Sul passaggio in profondità a cercare Asamoah infatti il terzino rossonero è comodo sulla traiettoria del pallone ma inspiegabilmente decide di non intervenire e lascia che il pallone arrivi nella zona dell’avversario. Amelia poi, entrato per rilevare l’infortunato Abbiati, esce rovinosamente sull’esterno bianconero che per la verità era in una zona dell’area di rigore dalla quale difficilmente poteva rendersi pericoloso. In questo modo il rigore concesso era assolutamente evitabile e necessiterà un’attenta riflessione da parte di allenatore e giocatori coinvolti.

– Il Milan ha avuto, come già detto, il 58% di possesso palla, e il baricentro rossonero è risultato in media più avanzato di quello avversario. I centrocampisti rossoneri hanno toccato in media più palloni di quelli bianconeri: tutti dati che dimostrano che i rossoneri allo Juventus Stadium hanno fatto la partita. Non è possibile che con simili statistiche il Milan non sia riuscito a produrre un vero pericolo per la porta di Buffon, mai seriamente impegnato per tutta la sfida. Anche questa cosa deve far riflettere Allegri: basterà il ritorno di Balotelli per curare una squadra che ha dimostrato di vivere un momento poco felice? La preoccupazione è tanta.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]