Klose vs Toni: testa a testa tra bomber di razza

logo-serieaROMA – Chiamarli “vecchietti” è un rischio, potrebbero stupirvi segnando ancora. Il gol per Klose e Toni (rispettivamente 36 e 37 anni) è la specialità della casa. In carriera conduce il tedesco 317 a 256, in questa stagione è avanti l’italiano 14-11. Per due anni e mezzo hanno anche giocato insieme. Nel 2007 il Bayern vuole tornare a vincere e decide di comprare Ribery dal Marsiglia, non pago acquista altri due attaccanti. Non due punte qualunque, sceglie Toni della Fiorentina e Klose in forza al Werder Brema.  Come riporta La Repubblica in un articolo a firma di Giulio Cardone e Marco Ercole, alla prima di campionato, l’11 agosto in casa contro l’Hansa Rostock, finisce 3-0: gol di Toni, doppietta di Klose. La stagione si conclude con la vittoria del campionato, della Coppa di Germania e della Coppa di Lega. Il trionfo bavarese è legato all’enorme mole di reti prodotta dall’italiano (39 gol) e dal tedesco (21), per un totale di sessanta realizzazioni in due. Nel gennaio 2010 l’azzurro torna in Serie A, alla Roma.

Nell’estate 2011 anche Miro si trasferisce nella Capitale, ma l’amico Luca ora è alla Juventus. Un cameo, in realtà, prima di finire all’Al-Nasr per poi rinascere nella sua Fiorentina e trasferirsi definitivamente a Verona due anni fa. Domani saranno uno contro l’altro all’Olimpico, che avrà finalmente una degna cornice di circa 40mila spettatori, con tanto di apertura della Curva Maestrelli. Nel frattempo Pioli con il rientro di Candreva è alla prese con i dubbi di formazione. L’unica certezza è Felipe Anderson, ormai vera e propria punta di diamante dei biancocelesti. Negli ultimi giorni sul profilo ufficiale di Facebook della S.S. Lazio è comparso un post inerente al brasiliano quantomeno curioso: “Non siamo Anderson dipendenti, nelle sei partite senza di lui abbiamo vinto 4 volte e perso 2. La vera forza di questa squadra è il collettivo”. Non potendo prendere in considerazione un tentativo masochista di abbassare il valore del fuoriclasse brasiliano, si deve dedurre che è solo un modo per ridurre la pressione su un giovane sotto i riflettori internazionali. Quelli a cui giocatori come Klose e Toni sono abituati da tempo, da 73 anni e 573 gol. Ma non chiamateli “vecchietti”.

[Carlo Cianci – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]