La classifica di serie A a meno di un mese dallo stop del mercato

A mercato ben avviato i colpi ad effetto si contano sulle dita di una mano, altro che balle e milioni da buttare. Neymar al Real? Era certo e invece niente. Aguero al City? Quasi fatto. Quasi, appunto… Tevez ovunque? E intanto è sempre a Manchester. Rossi e altre decine di fenomeni alla Juventus? Al momento ci pensa il “vecchio” Alex. Ganso e Mister X al Milan? Chi vivrà vedrà.

Lo stucchevole preambolo per dire che il bello al mercato delle pulci deve ancora venire. Il prossimo mese non sarà quello dei grandi acquisti, ma quello dei grandissimi scambi in puro stile “affari da spiaggia”: io ti do Tizio e quattro spicci e tu mi dai Caio e tre palloni. In tempi di crisi si torna al baratto, che male c’è?

Ci sarà da ridere, soprattutto negli ultimi 15 giorni di trattative. Nel frattempo, però, giochiamo: ecco come finirebbe il campionato 2011/2012 se le rose fossero queste (concedeteci un minimo di margine d’errore). Al momento il Milan si fa ancora preferire, anche se il mercato è solo sufficiente. La difesa è il punto di forza, Taiwo al momento è più un dubbio che una certezza, al centrocampo mancano un paio di piedi buoni, l’attacco è solido. Arriverà Montolivo, poco ma sicuro. Chi pensa che il giocatore della Fiorentina sia un nome di secondo piano si sbaglia. Il bergamasco non è ancora esploso, ma è uno che per caratteristiche può dare il meglio in un club di primissima fascia dove i compagni giocano “a memoria”. Fabregas? Non arriverà, miracoli a parte. Parola di Luciano Moggi, da sempre in ottimi rapporti con Raiola (). L’ex dg della Juve non ha dubbi e la questione “Lodo” fa il resto. L’unica speranza è legata a un colpo di testa di patron Berlusconi: vado, pago, torno… Alla faccia di chi gli vuole male.

Secondo posto per l’Inter di Gasperini che da indiscrezioni dell’ultim’ora poteva essere l’Inter di Wenger. La trattativa con il tecnico dell’Arsenal sarebbe saltata per le richieste di Arsene: . Moratti gli avrebbe immediatamente mostrato la via più veloce per tornare a Londra. Ma son solo chiacchiere. La verità è che ai nerazzurri mancano almeno due pedine per completare una rosa un po’ su con l’età: un esterno sinistro e un centrocampista “di qualità”. Il tutto a prescindere dalla questione Sneijder: a Milano si attende la mossa di Ferguson che al momento finge indifferenza ma è pronto a dare la zampata entro sette giorni. Confermiamo quanto scritto settimana scorsa: con un’offerta corposa (almeno 35 milioni) il giocatore partirà. In entrata i nomi son sempre quelli: Palacio (ma piace solo a Gasperini), Casemiro (ma piace anche ai cugini), Tevez (piace solo se da Manchester abbassano le pretese). Vargas? Piace a me…

Capitolo Napoli. Due sole incognite offuscano l’estate bollente di patron De Laurentiis, unico vero grande protagonista del compravendi 2011: 1) Lavezzi e la sua voglia (mascherata) d’evadere. Le offerte per l’argentino al momento latitano e le possibilità che lasci il Golfo sono minime, ma attenti alle inglesi che potrebbero tentare la zampata per completare reparti d’attacco senza troppa fantasia. 2) Il bomber di riserva. Trezeguet è andato, ma per trovare un vice-Cavani non c’è fretta. De Laurentiis e Bigon hanno dimostrato di saper fare mercato meglio di tanti professionisti scafati del settore.

Quarto posto (non di più) per la Juve. L’amichevole contro i portoghesi dello Sporting conta nulla, ma un fatto è chiaro: Pirlo è un fenomeno ma non c’entra niente con il 4-2-4. Vidal è un buon acquisto ma per reggere un centrocampo “a due” servono molti più muscoli. Marotta è costantemente concentrato per risolvere il dubbio amletico: Vucinic o Rossi? Più facile il primo, ma solo se Marchisio accetterà di finire a Roma. E il famoso top player (che brutta espressione…)? I tifosi bianconeri sperano che arrivi al centro della difesa, anche se fare previsioni in casa-Juve è come sperare di vincere al Superenalotto.

Ultime sulla Roma. La situazione è preoccupante al di là delle buone operazioni di Sabatini, che conclude acquisti e cessioni come fuma sigarette (e fuma tanto, fidatevi). Stekelenburg è un ottimo affare, ma serve almeno un elemento in difesa. La verità, però, è che preoccupa quel che accade dietro alle quinte: la lite tra Unicredit e “americani” per questioni di “chi ha diritto a cosa” e il continuo slittamento del passaggio di proprietà fa capire che DiBenedetto e soci non sono quei magnati che molti si aspettavano, hanno i soldi ma se li tengono stretti, son venuti in Italia per fare affari e non è detto che la questione contempli i successi della Roma. Di più: il rischio (concreto) è che la cordata yankee decida di fare un clamoroso passo indietro a meno che i responsabili della banca assecondino richieste quantomeno esose. Per fortuna ci sono i meravigliosi schemi di Luis Enrique…

[Fabrizio Biasin – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]