Inter: Pechino può attendere

Forse è ancora un po’ presto per emettere un verdetto, per prendere una decisione o per indirizzare una stagione. Sono passate poco più di due settimane dall’inizio del ritiro e dell’era Gasperini: troppo poco tempo per capire su quali binari si svolgerà la stagione. Ma un fattore – molto positivo a nostro avviso – lo possiamo sottolineare.

Dopo un’annata piena di curve, alcune anche piuttosto pericolose, passata con Benitez e Leonardo, dopo aver vinto trofei e coppe varie, oggi – sia nel ritiro di Pinzolo che in questi primi allenamenti ad Appiano Gentile – sembra essere ritornata una certa tranquillità, una normalità che, purtroppo, non aveva scandito gli ultimi dodici mesi. Elaborare il lutto dell’abbandono di Mourinho non è stato affatto facile. Ma tant’è.

Gasperini è un maestro, uno che si mette dietro la cattedra a insegnare, a dire, a ripetere, a illustrare, fino anche allo sfinimento o fino a quando non vende sul campo la rigorosa attuazione delle teorie illustrare in classe. Ma senza mai alzare i toni, senza mai terminare anzitempo una seduta di allenamento. Insomma, un vero e proprio normalizzatore, con tutto il carico positivo che il termine può portarsi addietro.

Ora vedremo quali saranno gli sviluppi di questa situazione e che scia si porterà dietro nei prossimi mesi, ma è chiaro che un po’ tutti, Moratti in primis e a seguire qualche milione di tifosi, aspettano il 6 agosto alle ore 14 (fuso orario italiano) per capire a che punto è la costruzione della nuova Inter.

Detto questo, però, e detto che siamo alle prime battute della stagione, non si può non notare una nuova ventata di freschezza, una ventata normalizzatrice, perché si può fare calcio – e anche farlo bene portando a casa risultati – senza eccedere nei toni e facendosi rispettare con il lavoro e con l’esempio. Poi, è chiaro, i risultati saranno la cartina di tornasole. Ma, per ora, c’è ancora un po’ di tempo: in bocca al lupo Gasp.

[Giuseppe Granieri – Fonte: www.fcinternews.it]