Nel 2023, dopo 17 anni da Calciopoli, la Juventus ha rinunciato all’ultimo ricorso, mettendo di fatto fine alla vicenda che condannò i bianconeri alla retrocessione in Serie B e alla revoca degli scudetti vinti nelle stagioni 2004/2005 e 2005/2006. Tuttavia proprio in queste ore è arrivata la notizia di una possibile sentenza che lascia tutti spiazzati: l’Unione Europea ha infatti dato ragione ai bianconeri.
Non si tratta però di Calciopoli, bensì della pena inflitta all’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’ex amministratore delegato Maurizio Arrivabene per il coinvolgimento nel caso plusvalenze, che costò al club torinese 10 punti di penalizzazione e l’esclusione dalle coppe europee per un anno.
Agnelli e Arrivabene, colpiti da un’inibizione di due anni da qualsiasi attività professionale nel calcio italiano, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio. L’avvocato generale Dean Spielmann ha dato ragione ai due ex dirigenti bianconeri, precisando che queste sanzioni sono incompatibili con il diritto dell’Unione Europea e sottolineando i limiti dell’autonomia della giustizia sportiva. Sempre Spielmann ha poi fatto presente che provvedimenti come un divieto biennale di lavorare nel calcio sono certamente applicabili, ma solo se supportati dalla tutela dell’integrità delle competizioni sportive e da criteri trasparenti, oggettivi e proporzionati, non discriminatori.
L’avvocato generale punta poi il dito sull’ordinamento italiano che non permette al TAR del Lazio di annullare o sospendere le sanzioni disciplinari sportive, ma al massimo di riconoscere un eventuale risarcimento economico. Proprio questo aspetto, chiarisce Spielmann, non è compatibile con il diritto dell’UE.
Spielmann aggiunge che i giudici nazionali devono avere tutto il diritto di annullare sanzioni illegittime e qualora necessario anche provvedere ad adottare misure cautelari per assicurare che la decisione finale abbia piena efficacia. Una vera e propria ‘bomba’ per la Giustizia Sportiva italiana, oltre che un assist per Agnelli e Arrivabene.
Ma cosa può succedere adesso? Finora la Giustizia Sportiva italiana ha sempre potuto emettere sentenze mai controbattute da nessun altro organo ordinario di giustizia. Per Spielmann tutto ciò contrasta con il diritto europeo: se la posizione dell’avvocato generale venisse confermato nella sentenza definitiva – attesa tra qualche mese – per la Giustizia Sportiva italiana si tratterebbe di un vero e proprio terremoto.
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