La Samp dura soltanto 40′ ed è allarme casalingo: il cinismo del Torino fa la differenza (1-2)

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40’ a ritmo forsennato e diverse occasioni da goal sprecate, una sola rete realizzata non bastano per aver la meglio su un Torino disorientato per quasi l’intera frazione, ma capace nel momento di maggiore difficoltà di trovare il guizzo che lo riporta prepotentemente in partita pochi giri d’orologio prima dell’intervallo. Nella ripresa la Samp, colpita mentalmente e calata palesemente sotto il punto di vista fisico, non riesce praticamente più a rendersi pericolosa, il Torino non fa grosse cose, ma resta ordinato, sfrutta le forze fresche da poco subentrate come Surraco, attende il momento giusto per colpire e con il massimo del cinismo capitalizza al massimo l’occasione giusta con Bianchi e porta a casa 3 punti pesantissimi.

Per gli uomini di Ventura si tratta della quarta vittoria in trasferta, per la Samp è il primo k.o. in campionato, ma in casa scatta un serio campanello d’allarme, soltanto il Gubbio, peraltro in 9 contro 11, è stato piegato al “Ferraris”. Franco Lerda, ex tecnico granata, aveva avvisato la Samp durante la puntata di mercoledì del programma radiofonico di Sampdorianews.net,  “Sampdoria sempre con te” in onda su Radio 103: Samp attenta alle ripartenze del Torino, purtroppo in campo non la è stata abbastanza.

Atzori conferma l’11 che ha espugnato Bergamo, Padalino resta nell’inedito ruolo di terzino destro, Maccarone ancora preferito a Piovaccari al fianco di Bertani. Sull’altro fronte Ventura si affida a Bianchi dal 1’, assistito da Stevanovic, Suciu e Antenucci. L’inizio blucerchiato è straripante: ritmo altissimo, pressing a tutto campo, difensori e centrocampisti granata non hanno il tempo di far girare palla, in talune circostanze Coppola è perfino costretto a spazzare per evitare guai peggiori, talvolta i suoi rinvii non sono precisi e in uno di questi Bertani prova a castigarlo con un tiro a spiovere dalla lunga distanza, ma il n°1 granata si rifugia in corner evitando che la sfera s’insacchi sotto la traversa. È ancora l’ex bomber del Novara a rendersi pericoloso prima tentando la deviazione, ma in posizione di offside, sul tiro-cross di un positivo Obiang, poi costringendo Coppola al gran intervento in tuffo dopo una triangolazione in area con Maccarone.

Nello svolgimento del corner seguente arriva il vantaggio blucerchiato: al 20’ Semioli è bravo a riprendere una palla vagante e a crossare dall’out destro, in area Costa colpisce di testa, nulla da fare per Coppola. Sulle ali dell’entusiasmo la Samp insiste; punizione di Foggia da posizione defilata, esterno della rete. Il Torino, affacciatosi in precedenza dalle parti di Da Costa soltanto con un colpo di testa sul fondo di Bianchi in torsione, cerca gloria da fuori, ma la mira di Iori si rivela imprecisa.

Padalino non soffre in fase difensiva, è assolutamente imprendibile ogni qual volta si sgancia in avanti, costringendo i difensori granata agli straordinari e spesso alle cattive maniere, Obiang detta i tempi e recupera molti palloni, mentre Palombo, ammonito per un fallo da dietro su una ripartenza di Bianchi, non entra praticamente mai in partita, nelle retrovie è Costa il punto di riferimento doriano. Appena la Samp riprende fiato, il Torino, dopo una conclusione da fuori di Iori, trova il pari: Palombo perde palla in fase d’impostazione, Stevanovic  brucia Castellini sull’out destro, traversone sul secondo palo per Suciu, il quale, in anticipo su Padalino, colpisce di prima intenzione, nulla può Da Costa, è il minuto 40, doccia fredda per la Samp.

Nessun cambio nell’intervallo, anche se presto arrivano le sostituzioni per problemi fisici: Ventura getta nella mischia la prima punta Ebagua per Suciu, mentre Atzori ripropone Koman, dopo la scialba prova offerta contro il Grosseto, al posto dell’infortunato Foggia al 62’. La Samp del primo tempo è però ormai soltanto un vecchio ricordo: si gioca sottoritmo, gli esterni si propongono raramente e coprono con fatica, l’unico a spingersi in avanti con costanza, lasciando qualche buco di troppo in difesa, è Padalino, sui cui cross arrivano gli unici guizzi blucerchiati della ripresa, ma prima Di Cesare è bravo ad anticipare Maccarone, poi Bertani non trova lo specchio della porta provando la deviazione sul primo palo.

Obiang cala alla distanza, Ventura toglie Vives per Basha, mentre il giovane centrocampista doriano resta ancora in campo, Palombo non sale d’intensità, l’attacco è isolato, con Bertani in calo rispetto alla prima frazione e un Maccarone volenteroso ma mai pericoloso. I cambi in casa doriana arrivano in ritardo: Piovaccari per Maccarone al 73’, Bentivoglio per Obiang all’82’, ma la terza sostituzione soltanto dopo il vantaggio granata che arriva con Bianchi al 76’, servito da Antenucci capace, con la collaborazione di Parisi, di tagliare a fette centrocampo e difesa doriana,  Padalino e Castellini sono in ritardo nelle rispettive fasce di competenza e la frittata è fatta.

Non succede più nulla, una rimessa laterale sbagliata in maniera incredibile da Koman è il simbolo di una Samp senza più benzina e nemmeno più idee. Colpo grosso del Torino che si lancia al primo posto, mentre in casa blucerchiata è il momento di gestire meglio le risorse fisiche della squadra e soprattutto cercare di limitare gli errori tecnico-tattici, altrimenti si rischia di complicarsi davvero la vita.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]