
Omar Sivori (1957-1965), soprannominato “Il Cabezón”, per la folta capigliatura, attaccante o centrocampista, descritto come genio e sregolatezza era il giocatore dai tunnel umilianti per gli avversari, il primo grande 10 dell’era moderna, vincendo il Pallone d’Oro nel 1961 sotto la presidenza di Umberto Agnelli.
Fabio Capello (1970-1976), è stato il regista più elegante della Juventus, per poi diventare uno degli allenatori più vincente di tutti i tempi.
Liam Brady (1980-1982), giocatore irlandese dai piedi di velluto, diventò il primo straniero acquistato dalla Juventus dopo la riapertura del calcio italiano agli stranieri, che regalò lo scudetto della seconda stella segnando un rigore decisivo a Catanzaro, pur sapendo che sarebbe stato sostituito da Platini l’anno successivo.
Michel Platini (1982-1987), con il titolo sportivo di “Le Roi”, è il numero 10 tra i più eccellenti di tutti i tempi. Tre Palloni d’Oro consecutivi, capocannoniere e leader di una squadra che vinse tutto in Italia e nel mondo.
Da Capello a Platini la Juventus e’ stata guidata dagli anni 70 sino agli anni 90, da un grandissimo presidente, che poi regalerà a tutti gli amanti del calcio, soprattutto bianconeri, nel 2011, giorno dell’inaugurazione dello stadio di proprietà, il momento in cui sedeva accanto ad Alessandro Del Piero e cioè Giampiero Boniperti, figura carismatica dí assoluto rilievo nella storia juventina.
Roberto Baggio (1990-1995), con il soprannome di “Divin Codino”, dalla classe immensa ed incantevole, vinse la Coppa UEFA e il Pallone d’Oro 1993.
Alessandro Del Piero (1993-2012), acquistato per cinque miliardi di lire dal Padova, fu soprannominato “Pinturicchio” da Gianni Agnelli, fu il giocatore dei record con 705 presenze e 290 gol, ha indossato la 10 per quasi vent’anni, diventando il simbolo assoluto della juventinità, restando anche negli anni della Serie B, a quell’epoca e precisamente dal 1990 al 2003, la presidenza fu sotto la direzione dell’avvocato Chiusano per poi passare dal 2006 al 2009 a Cobolli Gigli fino al 2010 al francese Jean Claude Blanc.
Negli anni successivi e con il ritorno alla presidenza di Agnelli e precisamente Andrea figlio di Umberto Agnelli e della seconda moglie di lui, Allegra Caracciolo, la Juventus annovera tra i più forti numeri dieci, Carlos Tévez (2013-2015), “l’apache”, questo il soprannome, perché cresciuto nel quartiere di Los Andes, “Fuerte Apache”, uno dei quartieri più pericolosi di Buenos Aires, appellativo dato da una giornalista del luogo.Un numero dieci con una grinta e una cattiveria agonistica assoluta, con lui la squadra ha vinto due scudetti ed è arrivata ad una finale di Champions.
Paul Pogba (2015-2016), ha ereditato la 10 da Tévez per una sola stagione, portando fisicità e colpi spettacolari prima del suo primo ritorno a Manchester.
Paulo Dybala (2017-2022), con il suo mancino fatato “la Joia”, ha vestito la 10 per cinque stagioni, entrando nella top ten dei marcatori all time del club.
Dal 2024, la maglia è passata sulle spalle del giovane talento turco Kenan Yıldız, sotto la direzione e la presidenza di John Elkann, designato dal nonno Gianni Agnelli come suo successore, in queste ore si parla di un possibile rinnovo contrattuale, sino al 2031. Nella lungimiranza programmatica sportiva della società c’è anche la volontà di riportare il club ai massimi livelli competitivi e riportare quella maglia e quel numero a ciò che ha sempre rappresentato nella storia calcistica italiana e mondiale.