Luis Enrique: “Primi 30 minuti difficili, noi bravi a non prender gol”

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Luis Enrique alla Rai

“Nella prima parte siamo stati fortunati. La Fiorentina si metteva dietro il pallone e non ci lasciava giocare come al solito e hanno avuto occasioni con le ripartenze. Non abbiamo preso gol? È stata la chiave della partita, la Fiorentina ha avuto occasioni e non lo ha fatto, mentre noi ci siamo riusciti. Abbiamo giocato una buona seconda parte e abbiamo vinto. Roma più completa? La Fiorentina ha grandi giocatori come Jovetic e Montolivo e il serbo è il calciatore di riferimento. Oggi sono contento del lavoro fatto da tutti, abbiamo una rosa ampia e voglio dedicare la vittoria ai tifosi venuti in una notte così fredda. Possibilità a tutti? Cerco sempre di vedere la squadra che ho e vedo dall’allenamento chi sta meglio. Chi si allena in un certo ruolo è più facile che arriva pronto alla partita. Mi fa piacere che posso cambiare il pensiero su chi far giocare. Approccio alla partita passivo? È spiegabile facilmente. Di fronte c’è un avversario che ha fatto un gran lavoro difensivo che ha fatto ripartenze pericolose. Non abbiamo avuto il possesso di palla veloce e dobbiamo cambiare sempre qualcosa per avere un risultato sempre migliore. Lamela? Non so parlare di percentuale, oggi ha fatto due gol importanti su passaggi di Totti che è sempre importantissimo. Non vogliamo individualizzare, tutti sono importanti e guardiamo la squadra. Cosa guardaa Perrotta? La strategia sui calci piazzati. Noi usiamo tutto ciò che può facilitare i calciatori a capire bene. Tuffo di Pallotta? Non mi ricordo”.

Luis Enrique a Roma Channel

“Primi 30 minuti sono stati difficili, la Fiorentina ha fatto un ottimo lavoro difensivo. Non siamo mai stati pericolosi, solo con Totti. Hanno avuto 2-3 palle gol molto pericolose. Non siamo quasi mai arrivati nell’area avversaria. Il secondo e il terzo gol vengono dal pressing alto, una qualità che dobbiamo ancora sfruttare al meglio. Cicinho? E’ entrato in campo bene, ha fatto una bella partita. Anche Borini e Perrotta. Tutti possono giocare. La rosa? Più concorrenza c’è e meglio è per me. Tutti possono dare di più. Ora è un grande momento per noi e dobbiamo continuare. Dei loro, Jovetic e Montolivo mi piacciono moltissimo. La Juventus? Una partita difficile, in uno stadio bellissimo. Una partita per vedere chi siamo e dove andiamo. Ora pensiamo a Catania, non sarà facile”.

Luis Enrique in conferenza stampa

Roma a due facce. Male nel primo tempo, meglio nella ripresa. Ha avuto paura?
“No, ho visto i primi trenta minuti impossibili per noi, con la Fiorentina tutta nella propria metà campo. Siamo stati fortunati in occasione di qualche loro ripartenza. Nella ripresa abbiamo parlato di cambiare qualcosa. Loro erano bravi a difendersi e noi non avevamo il ritmo giusto. Nella seconda parte abbiamo fatto noi quasi tutto, non è tutto facile, il calcio è difficilissimo. Ogni dettaglio può essere determinante, mi piace. Mi piace soprattutto il risultato”.

Meglio aspettare Osvaldo che comprare per forza un altro giocatore?
“Meglio non andare sul mercato, la società lo sa. Abbiamo una bella rosa. Oggi ha giocato Viviani, a buon livello. Va bene migliorare la rosa ma senza fretta”.

Era previsto che Totti giocasse tutti i novanta minuti?
“Ho parlato con quasi tutti i giocatori che hanno giocato tutta la gara precedente e Francesco mi ha detto che stava bene. Anche oggi ha fatto una grande partita”.

Con un primo tempo del genere uscireste contro la Juventus?
“Nella prima parte non abbiamo fatto bene. Nella ripresa, quasi con la stessa squadra, abbiamo cambiato le cose. Il calcio è molto difficile”.

Non è arrivato forse il momento di togliersi qualche sassolino della scarpa contro chi l’ha criticata?
“No, non mi ha criticato nessuno, non leggo nulla. Siamo 20 allenatori, dall’esterno sono anche belle queste critiche, anche a ragione. Il calcio è bello anche per questo, va bene così”.

Lei ha sempre ridimensionato la sconfitta di Firenze ma la differenza si vede, questa è una squadra più sicura, non è casualità.
“Chi ha parlato di casualità? C’è un lavoro da parte di tutti, dei calciatori e dello staff. Non è un lavoro facile, non basta mettere in campo i giocatori. Se prima era colpa dello staff, quando si perdeva, ora è merito dei calciatori”.

I problemi di Viviani nascono dallo spostamento di ruolo?
“Per me ha fatto una bella gara, in un ruolo diverso. Ho pensato di mettere poi Perrotta perché ha altre caratteristiche. Per me Viviani diventerà importante nella Roma”.

Cicinho?
“Fa bene il terzino in una squadra che vuole giocare a calcio. Ha fatto un buon lavoro, poi era stanco e l’ho levato”.

[Adriano Mazzone – Fonte: www.vocegiallorossa.it]

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