Massimo Briaschi: «La Juventus parte favorita ma il Genoa può metterla in difficoltà»

I gol di Massimo Briaschi sono ormai incastonati nella storia del Grifone. Trentaquattro quelli segnati in rossoblù, tutte di ottima fattura. I tifosi, però, ne ricordano con piacere soprattutto tre: la doppietta contro la Sampdoria nella stagione 1982 – ’83, ed il gol contro la Juventus nell’annata 1983 -’84.

Un bomber di razza che ha fatto le fortune proprio delle due squadre che si affronteranno domenica: Genoa e Juventus.

In esclusiva per Pianetagenoa1893.net, Briaschi presenta il big match, senza tralasciare qualche interessante curiosità. Tra lo stupore per l’orario di gioco e le prime impressioni sul Grifone che sta nascendo.

Domenica a pranzo, al “Ferraris”, la sfida tra Genoa e Juventus promette spettacolo. Che gara si attende?
«E’ una partita sentitissima, di sicuro molto intensa e combattuta. Sulla carta la Juve parte con i favori dei pronostici ma il Genoa ha i mezzi per metterla in difficoltà e, soprattutto davanti al proprio pubblico, riesce sempre a dare qualcosa in più. Inoltre i rossoblù arrivano da due vittorie consecutive ed affronteranno l’impegno con grande entusiasmo ed una crescente convinzione».

A lasciare perplessi è l’orario a cui si disputerà la partita: le 12.30. Qual è il suo parere riguardo questa novità che, finora, non sta riscuotendo consenso tra i tifosi?
«E’ la stonatura di questo campionato. Capisco le esigenze televisive e mediatiche ma su certe questioni sarebbe opportuno mantenere uno standard. I tempi cambiano e non si può far altro che adeguarsi ma resto profondamente contrario a disputare le partite anche ad orari impensabili fino a qualche anno fa».

Se dovesse scendere in campo, come si comporterebbe la mattina di domenica?
«Mi affiderei alle direttive dei medici, come di sicuro faranno i giocatori delle varie squadre di serie A. Di pranzo, comunque, non se ne parla. Disputare una partita ad una tale ora rischia di portare conseguenze anche all’organismo. Di recente, infatti, due giocatori che sono scesi in campo all’ora di pranzo sono stati costretti ad uscire per problemi di stomaco e nausea».

Torniamo al calcio giocato. Che impressione le ha suscitato il Genoa di Ballardini in queste prime due uscite ufficiali?
«A dire la verità non ho visto le partite ma conosco Ballardini ed è un ottimo allenatore. Si sarà avvantaggiato del lavoro lasciato da Gasperini, e mi riferisco in particolare alla sfera atletica. Non si può certo pensare che il nuovo tecnico sia già riuscito a dare una fisionomia precisa alla squadra e non esiste una tempistica che possa definire la linea di confine tra il Genoa di Gasperini e quello di Ballardini. Ciò non toglie che se il Genoa ha ottenuto sei punti in due partite, il merito è un po’ di tutti: da Gasperini alla squadra fino a Ballardini».

La Juventus si presenterà alla sfida contro il Genoa senza parecchi titolari. Il Genoa non sta molto meglio ma, a suo avviso, potrebbe essere l’occasione ideale per sconfiggere i ragazzi di Del Neri?
«Le assenze le registrano tutte le squadre, a partire dall’Inter. E’ un problema che accomuna tutti e che ha portato nel corso degli ultimi tempi a qualche accorgimento significativo. Le rose sono più ampie e, soprattutto, più omogenee. Fino a qualche tempo fa i tecnici mandavano in campo sempre i soliti dodici, tredici giocatori, ultimamente non esiste quasi più un undici base ma si procede costantemente a ruotare sedici, diciassette effettivi».

Lei è uno dei più importanti doppi ex della sfida. Qual è il ricordo che conserva con maggior piacere?
«Chiarendo subito che il momento più felice in rossoblù a livello personale è coinciso con la doppietta realizzata in un derby, c’è un episodio legato ad un Juventus – Genoa, e non ad un Genoa – Juventus, che mi è molto caro. Fui proprio io, con la casacca del Grifone, a segnare l’ultimo gol ufficiale a Dino Zoff prima che questo grande portiere decidesse di lasciare il calcio».

[Claudio Baffico – Fonte: www.pianetagenoa1893.net]