Milan: Allegri ufficiale, ora Luis Fabiano?

Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Milan. Ha firmato un biennale fino al 2012. Inizia adesso il nuovo corso rossonero. Non sarà un anno di transizione. Si parte per ben figurare. Non solo per partecipare. Molto dipenderà dalla campagna di rafforzamento. Da quello che si riuscirà ad acquistare con i capitali, esigui, messi a disposizione di Galliani. Mancini non è stato riscattato.

Il Milan non lo vuole. L’Inter neppure. Una vicenda sgradevole. I contorni tutti da definire. Ne sentiremo ancora delle belle. Il Milan ha lasciato Astori al Cagliari (comproprietà rinnovata) e presterà ai sardi Elia Legati. Appena riscattato dal Crotone. E’ bastata una telefonata cordiale e amichevole di Galliani a Cellino per sbloccare una matassa parecchio ingarbugliata. Dopo Mario Yepes, Marco Amelia e Ferdinando Coppola (di rientro dall’Atalanta) si attendono altri nomi nuovi. Il ritorno di Ferdinando Coppola trova riscontro nelle precarie condizioni fisiche di Flavio Roma. Non è escluso che a quest’ultimo non venga rinnovato il contratto. E che possa essere affidato proprio a Ferdinando Coppola il ruolo di terzo portiere. Alle spalle di Abbiati e Amelia. Andrea Lazzari, centrocampista del Cagliari è più di una idea.

Il Milan ne è fortemente interessato. Lo segue da tempo. E’ un pupillo di Allegri. L’impressione è che l’affare, alla fine, si farà. Più passa il tempo, più ci convinciamo che il Milan acquisterà pochissimo. Tanto fumo, poco arrosto. Ibrahimovic rimarrà al suo posto. Illusioni zero. Lasciamo perdere. Più facile arrivare a Luis Fabiano. Rumors insistenti danno l’affare praticamente concluso. Del resto, quest’anno o mai più. La carta d’identità del centravanti carioca comincia a ingiallirsi. Già 30 le primavere. Huntelaar non andrebbe ceduto. Peccato davvero. Questo è uno che segna. E’ di una concretezza impressionante. In rosa, è l’unico in grado di alternarsi con Marco Borriello. Luis Fabiano è un centravanti atipico.

Classe genuina. Tocco felpato, elegante. Movenze da Campione consumato. Ha un buon tiro e una buona visione di gioco. Ama duettare con i compagni prima di fondarsi in area per fare gol. Di testa non è eccezionale, ma palla a terra fa paura. Si esprime bene su tutto il fronte d’attacco. Vede la porta. Lotta. E’ uno tosto. Veloce. A metà strada tra un centravanti di sfondamento e una punta di manovra. Potrebbe esprimersi benissimo anche come vice Pato e/o Ronaldinho. Nel qual caso Huntelaar non verrebbe ceduto. Come da promesse fatte. A “centrali” siamo messi bene. Non ne occorrono più. La speranza è che Onyewu confermi anche al Milan quanto di buono sta facendo al Mondiale. Mancherebbe una sola casella all’appello. Quella del terzino sinistro. Aogo l’indiziato principale. Un terzino serve. Vero. Attenzione a Michelangelo Albertazzi. Potrebbe essere lui l’innesto nuovo sulla fascia sinistra. Albertazzi è uno che si esprime compiutamente sia al centro che a sinistra.

E’ confermato che farà parte della rosa di prima squadra. Assieme a Verdi e a Strasser. Hernanes si allontana in maniera concreta. Definitiva. Non solo perché il suo prezzo continua a lievitare, ma anche perché su di lui pare siano piombate Lazio e la Juventus. Galli e Pederzoli continuano a rastrellare il mercato alla ricerca di giovani talenti. Dopo il figlio di Maurizio Ganz, passa al Milan anche il figlio di Pierluigi Casiraghi. Attaccanti entrambi. Speriamo possano diventare bravi come i loro genitori. Il settore giovanile del Milaan si appresta a diventare uno dei migliori vivai al mondo. Oggi Albertazzi, Strasser, Verdi, Oduamadi. Domani Hottor, Beretta e Calvano. Beretta è stato appena riscattato dall’Albinoleffe. Centravanti fortissimo e tecnicamente ben messo. Calvano e Hottor formeranno la linea mediana del Milan prossimo venturo. I futuri Campioni verranno prelevati direttamente dalle giovanili. Come papà Silvio desidera. Come Fininvest comanda. Allegri è stato scelto per questo. Per sopperire ad una esigenza basilare che Leonardo non ha saputo interpetrare. Cogliere. Lavorrae coi giovani. Lanciarli in prima squadra. Esigenza che sta a fondamento del famoso progetto Milan. Leonardo è stato bravissimo. Tanto di cappello. Ma i giovani non sono il suo pane quotidiano. A proposito di giovani virgulti. Arrivederci a Astori e a Paloschi. L’anno prossimo li vedremo al Milan. Pronti a prendere il posto di Sandro Nesta e Pippo Inzaghi.

[Claudio D’Aleo – Fonte: www.dnamilan.com]