Milan, Brocchi: “Conta solo vincere”

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Il tecnico del Milan ha parlato in conferenza stampa in vista del delicato match di domani pomeriggio contro il Frosinone a “San Siro”

MILANELLO – Partita dentro o fuori. Il Milan domani pomeriggio a “San Siro” si gioca una bella fetta di stagione e di Europa contro il Frosinone imbrigliato nella lotta salvezza. Pomeriggio da dentro o fuori anche per Brocchi che dovrà riscattarsi dopo la clamorosa sconfitta a Verona.

LA CONFERENZA STAMPA

Sensazioni sulla sfida contro il Frosinone
“Il primo pensiero è di trovare una squadra che ha la voglia di rivalsa come mi ha mostrato in allenamento in settimana, dove mi ha dato segnali positivi. Farei fatica a trovare 4-5 giocatori che non mi sono piaciuti da questo punto di vista. La speranza è che domani riescano a mettere in campo l’atteggiamento positivo visto in settimana, senza avere gli stessi problemi avuti in altre partite. Il perchè di quello che è successo è chiaro: nei momenti di difficoltà è una squadra che si disunisce e cerca con il valore del singolo di risolvere un problema”.

Le difficoltà del Milan sono figlie delle sconfitte degli ultimi anni?
“Può essere. Il problema è quello di non sapere reagire. Tutte le squadre hanno momenti di sofferenza in alcuni momenti nell’arco di una partita, ma le squadre che ragionano da collettivo riescano ad uscire. Ognuno dei nostri giocatori vuole risolvere il problema da solo e non con i compagni. Questa è la chiave tattica che ha fatto sì che il Verona creasse così tante occasioni. Dobbiamo essere compatti”.

Squadra in difficoltà con il cambio di modulo?
“No, non mi sta venendo la tentazione di cambiare modulo. Nel sistema di gioco che voglio portare ci vogliono degli equilibri, indipendentemente dal modulo. Se ci troviamo in un 2 contro 3 significa che qualcuno ha sbagliato qualcosa. Non è un errore di sistema di gioco, ma è un errore di conoscenza singola”.

Sul poco tempo e le difficoltà
“Tutti i grandi allenatori hanno difficoltà iniziali, Sacchi, Guardiola, lo stesso Sarri che ci ha messo 2 mesi e mezzo perchè la squadra iniziasse a giocare così. Detto questo, per me non deve essere una giustificazione. Io sto cercando di dare qualcosa di mio alla squadra e studiando calcio da 5 anni ho un’idea di calcio fortificata. Io preferisco guardare il Barcellona e il Bayern Monaco o se vogliamo vedere qualcosa di più vicino a noi mi piace vedere il gioco del Napoli, del Sassuolo e dell’Empoli. Però se andiamo a valutare i risultati, Di Francesco è stato esonerato e poi è stato richiamato e ora sta ottenendo risultati. Nella mia idea di calcio non voglio vedere una squadra che giochi solo in ripartenza, ma che si divertano a vedere la partita. Non è presunzione, è la mia idea di calcio. Se ce la farò non lo so, ma è una mia idea”.

Si è pentito della scelta di allenare il Milan dopo così poco tempo?
“Se un capo prospetta un ruolo di massimo livello come fai a dire no? Tutti gli allenatori vengono criticati, solo Allegri ora non è criticato, ma è stato criticato anche lui in questa stagione. Io ho le mie idee, ho iniziato a percorrere questa strada qua e lo farò sia che rimarrò in questa squadra come mi auguro anche la prossima stagione, sia che andrò da altre parti”.

L’ha sorpresa Honda come trequartista?
“Non mi ha sorpreso che lui sia stato uno dei più positivi. Mi sorprendeva molto di più il fatto che qualcuno dicesse che non lo avrei considerato. Non c’è un giocatore che non considero, ho bisogno di conoscerli a 360 gradi. Lui è un professionista esemplare, ha un’intelligenza di un livello superiore ed è un ragazzo eccezionale”.