Cagliari: Nainggolan tra passato, Coronavirus e futuro

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Il centrocampista belga ha detto di stare a bene a casa ma di soffrire un po’ a starci tutto il giorno; per questo non si ritirerà dal calcio a 34 anni, come diceva prima di questa situazione. La preparazione in vista del ritorno in campo

CAGLIARI – Radja Nainggolan è stato ospite di #IorestoacasaCasteddu, in diretta Instagram con il Cagliari Calcio. In tale occasione ha affrontato diversi temi: dal suo passato al presente, passando, ovviamente per il Coronavirus.

Il centrocampista belga ha dichiarato di vivere serenamente questo periodo di reclusione, in attesa di sapere quando si riprenderà a giocare. Stare così tanto a casa non è un’abitudine e allora ne approfitta per giocare alla playstation, divertirsi, pulire, cucinare, vedere la tv, ascoltare un pò di musica con il dj set. “Ho perso un po la cognizione del tempo”, ha detto.

Si passa ai ricordi. Nainggolan ha ammesso di essere stato un bambino cresciuto con tante difficoltà, e, conseguentemente, di avere imparato a vivere alla giornata e di essere stato una testa calda. Rammenta che in Belgio, nel periodo dei tanti attentati, mentre era con un amico, era stato fermato dalla polizia, che poi, riconoscendo di aver pensato male, avevano scattato loro una foto. Adesso a 32 anni si sente cambiato, cresciuto. Non pensa che si farà più la cresta: troppo difficile ogni volta tagliarla, é una delusione per i bambini che lo imitano.

Parlando di calcio, tra i centrocampisti di oggi e di ieri ha detto di ammirare Modric, Seedorf, Strootman prima dell’infortunio, De Rossi, Pjanic, Brozovic e l’emergente Barella. Alla domanda se si sente un pò sardo ha risposto dicendo di sì e che quello é uno de motivi per cui é tornato. “Sono molto legato qua, come sono legato in tutti i posti in cui sono stato”. Il Cagliari era partito bene, ultimamente non tanto; si vedrà cosa succederà nelle tredici partite che mancano alla fine del campionato.

Nainggolan si sta preparando al ritorno in campo: ha detto di mangiare solo carne con’insalata, “perché stando fermi si deve stare attenti a quello che si mangia” e di allenarsi con la bici che gli é stata portata. “A casa non facevo mai nulla, ora sono obbligato“. Ha detto che se prima pensava di giocare fino a 34 anni, ora é pronto a giocare fino a 50 perchè stare a casa tutto il giorno non fa per lui. Ha concluso con una frase che lo ha riportato al tempo in cui era una testa calda: “Quando finisce questa situazione, invece, mi farò una bella serata come una volta”.

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